Per il secondo anno non sfilerà la Madonna del Vento

Giuseppe Tedone

Antonio De Venuto, il priore della Confraternita Purificazione-Addolorata, ha manifestato la propria amarezza a seguito della sospensione delle processioni

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Anche quest’anno i riti della Settimana Santa non si svolgeranno a causa della pandemia da Covid- 19.

Tutti speravano di poter rivivere la solenne atmosfera di raccoglimento e di preghiera, ma anche questa volta saranno costretti a rinunciarvi.

Oggi venerdì 26 marzo avrebbe avuto luogo la prima delle quattro processioni, la Desolata detta anche la “Madonna del Vento”, a cura della Confraternita Purificazione –Addolorata, nella Chiesa di San Domenico.

Un tempo, veniva portata in processione una croce in legno con i bordi in ottone, mentre l’Addolorata era un manichino composto da un mezzo busto con le braccia snodabili, ai gomiti e all’attaccatura alle spalle.

Il simulacro è stato realizzato dallo scultore molfettese Corrado Binetti, nel 1907, ed è presente la sua firma sulla spalla destra della Madonna. Lo stesso Binetti ristrutturò sia la statua, ispirandosi allo stile napoletano, sia la croce, sostituendo quella in legno e ottone con uno scheletro in ferro rivestito di sughero.

Abbiamo contattato il priore Antonio De Venuto, per conoscere le sensazioni dei Confratelli e Consorelle in questo secondo anno di assenza dei riti e processioni della Settimana Santa.

Oggi sarebbe uscita la prima processione, la Desolata. Come vivrete in Confraternita questo nuovo rinvio?

«Sicuramente il rinvio della processione per il secondo anno consecutivo lo viviamo con molta amarezza perché non potremo vivere a pieno il nostro Venerdì di Passione.

Dopo la Pasqua 2020, abbiamo sperato di non rivivere questo momento, ma purtroppo considerata la situazione in cui ci troviamo, è giusto non rischiare per il bene di tutti».

Oggi per voi non sarà un giorno come tutti gli altri Venerdì di Passione, quali sensazioni proverete?

«Purtroppo quest’oggi non uscirà il corteo processionale, ma vogliamo in qualche modo onorare questo giorno. Infatti, verrà celebrata la Santa Messa a cui parteciperanno i confratelli, consorelle e portatori della statua in abito di rito».

Quanto speravate di poter ritornare nell’uscita della vostra processione?

«Non nego che la speranza fosse tantissima. Come detto precedentemente, tutti noi come Comunità abbiamo sperato in un anno di Resurrezione: ho voluto usare proprio questo termine religioso, perché vista la situazione che stiamo vivendo a causa della pandemia, sarebbe stato un nuovo inizio».

Come Confraternita come state vivendo questa seconda situazione legata alla pandemia?

«Rispetto all’anno scorso qualcosa è cambiato. Lo scorso anno, a causa del lockdown nazionale, non si è potuta svolgere alcuna funzione religiosa.

Quest’anno come Confraternita siamo riusciti a svolgere il Settenario alla Madonna in presenza, sempre rispettando le disposizioni anticontagio».

Cosa vi sentite di dire ai vostri fedeli?

«Innanzitutto come priore e a nome della Confraternita voglio ringraziare tutti i nostri fedeli i quali, nonostante la crisi pandemica e le restrizioni che stiamo vivendo, hanno partecipato alle celebrazioni eucaristiche».

Quale augurio volete rivolgere in particolare?

«L’augurio che voglio rivolgere a tutti è quello di poter quanto prima ritornare alla normalità, riportando nuovamente nelle strade della nostra città la Desolata.

Anche se con largo anticipo, approfitto per augurare a tutti una buona e serena Pasqua».

 

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Commenti

  • Franco (utente non verificato)

    Bisogna capire che c'è un preciso disegno per cancellare le manifestazioni religiose popolari come processioni, sagre etc. Purtroppo i Vescovi si sono adeguati con eccessiva sottomissione alle norme del Governo, come ad esempio la storica sospensione delle Messe mai avvenuta prima. E intanto rimanevano aperti ipermercati e tabaccaio di facevano le processioni…..in attesa fuori ai supermercati.

  • Maria P. (utente non verificato)

    Non bisogna assolutamente arrendersi al “nuovo corso” che con la scusa del Covid vogliono imporci. Bravi!