Peppino è vivo e lotta insieme a noi

Paolo Marra

affinchè la morte di Giuseppe Impastato non sia oscurata da quella più celebre di Moro.

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Purtroppo no: Peppino Impastato non vive più.

Esattamente trent’anni fa, il 9 maggio 1978, fu ammazzato dai mafiosi di Cinisi (PA) ripetutamente infastiditi dalle sue denuncie e dalla sua satira diffusa da “Radio Aut”, una radio libera, all’epoca innovativo veicolo di informazione; riuscì così ad accusare pubblicamente con sdegno e disprezzo i politici del suo paese, troppo e troppo spesso conniventi con la criminalità locale.

La mafia non poteva tollerare che qualcuno rivelasse, addirittura sfottendola, i propri affari e gliela fece pagare nell’unica maniera possibile per uno tosto come lui: uccidendolo.
Peppino nemmeno lotta più insieme a noi, a meno che …

… a meno che non si rinnovi l’entusiasmo e la voglia di fare politica, quella politica che sostenendo i diritti di tutti, non decida innanzitutto di uscire allo scoperto denunciando, senza paure e – perché no? – con amara ironia, gli intrallazzi, i brogli e gli imbrogli di vario genere che molto spesso ammorbano la vita delle amministrazioni locali;

… a meno che i giovani – soprattutto i giovani – non avvertano il dovere di acculturarsi e di farsi portatori sani delle conoscenze, in mancanza delle quali i cittadini sono destinati a subire soprusi, abusi e prevaricazioni dai potenti di turno;

… a meno che quattro – quattro mila o quattro milioni poco importa – comunisti sognatori come lui non si convincano che cambiare si può con coraggio, con tenacia, con l’amore per la giustizia.

Peppino Impastato fu votato ed eletto consigliere comunale a seguito delle elezioni che si tennero nei giorni successivi alla sua morte.

La lunghissima vicenda giudiziaria iniziata dal giudice istruttore Rocco Chinnici (anche lui ucciso dalla mafia nel 1983), vide l’impegno dell’allora giudice istruttore Antonino Caponnetto (un “secondo padre” per i giudici Falcone e Borsellino) che emise una sentenza in cui fu riconosciuta la matrice mafiosa del delitto, sebbene attribuito ad ignoti, in aperta contraddizione con quanto si volle far credere nella prima fase delle indagini condotte dai carabinieri (in seguito censurati pesantemente, per depistaggio delle indagini, dalla commissione parlamentare antimafia) che imboccarono la pista dell’atto terroristico di cui lo stesso autore – Peppino Impastato – ne sarebbe rimasto vittima. I più generosi, parlarono di suicidio eclatante. L’inchiesta fu archiviata nel 1992, ma riaperta e condotta a termine con l’intervento del Centro Impastato, di Rifondazione Comunista, dell’Ordine dei giornalisti e del Comune di Cinisi che chiesero di costituirsi parte civile. Si concluse nel 2002 con la Sentenza di condanna per Gaetano Badalamenti (ergastolo) e Vito Palazzolo (30 anni di reclusione), nel frattempo deceduti.

Sebbene all’inizio il delitto Impastato fu quasi del tutto oscurato dal contemporaneo delitto Moro, nei successivi trent’anni si sono costituite a suo nome associazioni politico – culturali, molte sezioni di partito sono intestate a Peppino Impastato, si sono svolte ed ancora si svolgono manifestazioni antimafia ricordando il suo sacrificio. Chi non ha provato emozione vedendo il film della sua storia, “I cento passi”? Forse qualcuno è riuscito ad ispirarsi per i propri comportamenti a quelli di Peppino Impastato.

Forse si, Peppino è vivo e lotta insieme a noi.

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Commenti

  • ibracadabra (utente non verificato)

    Grazie Paolo per aver fatto si che, seppur per un attimo, il nostro pensiero si spostasse a quella tragedia. La lotta alla mafia la si può vicncere con un minimo di buona cultura. Oggi però c’è un grossissimo rammarico: grossa parte dei giovani se ne fregano dell’acculturamento e di peppino impastato, qualora sappiano chi fosse. L’importante è avere una super car da far scatenare in ogni istante.

  • under (utente non verificato)

    Che grande uomo Peppino…noi è vero come al solito ci ricordiamo solo delle persone “+ note”:di Falcone,di Borsellino,del gen.Dalla Chiesa e gli altri? x carità anke le persone ke ho menzionato sono dei martiri della giustizia e x me dei santi,ma dovremmo commemorare tutte ma davvero tutte le xsone ke hanno dato anke la vita x la loro lotta contro la mafia.
    Ciao Peppino 6 UN grande!!!

  • devil20 (utente non verificato)

    Egregio assessore: e se Peppino risorgesse in Palazzo Avitaia?

  • verita (utente non verificato)

    per chi veramente vuole cambiare qualcosa credo ci siano poche speranze
    penso sempre di più che la mentalità diffusa di lassismo menefreghismo mani in pasta si possa solo cambiare con i psicofarmaci ma poi credo che prima o poi li daranno a me!

  • PhilipMorris (utente non verificato)

    Della serie..sfruttiamo i personaggi per fare propaganda politica al partito comunista

  • SonoUnEroe (utente non verificato)

    Se certe vicende vengono ricordate solo da una parte della società politica un motivo ci sarà pure… Pwersonalmente preferisco ricordare Impastato piuttosto ke affermare l’eroicità dello stalliere Mangano…

  • piratarosso (utente non verificato)

    X PhilipMorris. Della serie accusiamoli di propaganda, perchè in parlamento ci sono 70 condannati in primo, secondo e terzo grado. Molti dei quali di destra.
    Questi sono martiri…tu sei una t. d. c.

  • devil20 (utente non verificato)

    Ma avete pensato in questi giorni di memoria dei martiri del terrorismo e della mafia (è la stessa cosa) che dalla morte di Moro e di Impastato è nato…Berlusconi? Forse Napolitano come simbolo del popolo italiano avrebbe dovuto avere il coraggio ieri, celebrando la giornata antiterrorismo, di dire a quel popolo che rappresenta: vergonati

  • CAOSCALMO (utente non verificato)

    nemmeno sui morti si è unanimi. il silenzio operoso di Impastato quasi contrapposto per par condicio alla figura di A. Moro. Squallore.