Patrick Zaki: «Voglio dare voce a chi difende i diritti umani ed è perseguitato»

Patrick Zaki presenta “Sogni e illusioni di libertà. La mia storia” © Veronique Fracchiolla/Ruvolive
Ieri, l’attivista egiziano ha presentato il suo libro “Sogni e illusioni di libertà. La mia storia” in un gremito auditorium del liceo scientifico “O. Tedone”
«Attraverso questo libro non ho solo raccontato la mia storia, ma ho voluto dare voce alle storie di tutti coloro che sono perseguitati perché difendono i diritti umani». Così l’attivista egiziano Patrick Zaki nel corso della presentazione del suo libro autobiografico “Sogni e illusioni di libertà. La mia storia” (La nave di Teseo, 2023), svoltasi ieri in un gremito auditorium del liceo scientifico “O. Tedone”, a cura del Comitato per la Pace di Ruvo di Puglia, con il patrocinio del Comune.
Nel libro sono raccontati i 20 mesi di detenzione trascorsi da Zaki nelle carceri egiziane da febbraio 2020 all’8 dicembre 2021, le sue battaglie, le sue speranze.
È il 7 febbraio quando Zaki torna da Bologna, dove frequenta un master sugli studi di genere all’Università, per trascorrere alcuni giorni in famiglia, di religione copta. Appena atterrato a Il Cairo, viene arrestato. Sulla base di alcuni post pubblicati su Facebook, Zaki è accusato di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo. Non appena si ha notizia di questa detenzione ingiusta, il mondo si mobilità per far liberare il giovane attivista. Anche Ruvo di Puglia, nel suo piccolo, lo fa aderendo, nel 2021, alla campagna “Poster for Tomorrow – edizione speciale”, ideata da Amnesty International Italia e da altre associazioni, dedicata a Zaki, “prigioniero di coscienza”. Nel dicembre 2021 Zaki è scarcerato ma deve continuare ad affrontare il processo. Il 18 luglio 2023 viene emessa condanna definitiva a tre anni di carcere ma il giorno dopo Zaki viene graziato dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.
A dialogare con Zaki Pietro Pasculli, dottorando in relazioni internazionali e attivista per i diritti umani, con l’interpretazione di Heather Marie Bhimull dell’Associazione Sintagma.
Con fermezza e incisività, Zaki ha parlato della sua carcerazione preventiva – dopo circa 30 ore di limbo in cui sembrava «scomparso dal mondo» -, dell’isolamento, degli interrogatori e delle torture subite, delle celle malsane, e della sua paura di “impazzire”. Eppure, anche nelle terribili carceri egiziane, Zaki, memore dell’impegno con l’Egypitian Initiative for Personal Rights, continua a lottare pacificamente per la difesa dei diritti umani attraverso piccoli gesti che diventano forti e potenti quando assumono una dimensione corale. Quando ad alcuni detenuti non è riconosciuto il diritto di ricevere visite dai parenti, Zaki e altri “più fortunati” decidono di rinunciarvi per solidarietà. Un atto di coraggio – come tanti altri – che comporta dei rischi, ma per cambiare in meglio il mondo, spiega Zaki, bisogna sempre affrontare dei rischi.
Ad animarlo è la speranza nel cambiamento, alimentata non solo dal grande supporto della sua famiglia e di Reny, ora sua moglie ma anche dalla mobilitazione internazionale che coinvolge soprattutto gli italiani a cui va la sua riconoscenza.
«Sarò sempre grato per tutto l’amore e la speranza che mi hanno circondato – scrive -. Rimarrò fedele a questa malattia della speranza con cui mi avete contagiato, fino a quando le prigioni, piene di persone libere, saranno vuote». Perché, ancora oggi, nelle carceri sono detenuti diversi prigionieri di coscienza; ancora oggi in Egitto si violano i diritti umani nonostante la propaganda affermi il contrario. Per questo Zaki è amareggiato per l’ipocrisia degli Stati occidentali che, nonostante tutto, vendono armi ad al-Sisi. Il giovane attivista prosegue nella sua lotta civile in difesa dei più deboli, di coloro i cui diritti fondamentali sono violati. E non solo in Egitto. Molto forti le sue prese di posizione contro il genocidio del popolo palestinese da parte del governo israeliano. Come ribadito in un post su X a ottobre 2023 “Contro la violenza contro qualsiasi civile – Pro Palestina e non Hamas” […]La mia priorità sarà sempre la vita dei civili, condannerò sempre qualsiasi violenza contro i civili in tutto il mondo […].
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