Pasquale Gadaleta. “Creativo e sostenibile”… all’Arsenale di Venezia

Grazia Ippedico

Forno. E’ questo il nome della mostra che porta Pasquale Gadaleta a Venezia. La mostra collettiva, “creatività e sostenibilità” si inaugura nell’Arsenale di Venezia, 9 luglio

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Non c’è niente di più buono del pane. E’ forse per questo che i panifici a Ruvo non solo sono un’istituzione, ma sono un po’ come delle grandi famiglie allargate. C’è chi si sente più legato ad un panificio piuttosto che ad un altro. Si crea un legame quotidiano tra il venditore e l’acquirente. E spesso si crea una confidenza familiare tutta tipicamente del Sud. Quando poi sei figlio di panettieri, e hai una sensibilità che ti porta all’arte, non puoi fare a meno di tornare alle origini. Ed ecco la nuova conquista di Pasquale Gadaleta. Forno. E’ questo il nome della mostra che porta Pasquale Gadaleta a Venezia. La mostra collettiva, "creatività e sostenibilità" si inaugura nell’Arsenale di Venezia, 9 luglio.

Pasquale è stato una grande scommessa per la sua famiglia e per quelli che a Ruvo hanno sostenuto la sua arte. Una scommessa vinta in partenza perchè è raro trovare tanto talento in un così giovane artista. E’ raro che ci siano genitori che ti permettano di seguire un cammino tanto rischioso e impervio. E’ difficile trovare fiducia e consenso nelle persone. Pasquale è stato fortunato. E bravo. E’ riuscito ad avere tutto questo e non accenna a rallentare la sua corsa.

La sua nuova installlazione si intitola Forno. "Il pane, elemento quotidiano e vitale necessità, è sempre lo stesso eppure è così dissimile nelle sue molteplici forme: diverso nell’uguaglianza. Atavica tradizione, che si ripete a ciclo continuo, assurgendo a simulacro di vita e di morte. In parallelo con la vita umana è originato dalla premura materna, cresce nella lievitazione, si fortifica nella cottura e muore consumato da noi, ma anche consumandosi con noi in ossa e sangue. Un processo di fascino alchemico ma con la verità della Fisica in cui niente si crea, niente si distrugge ma tutto si trasforma. Il pane, all’origine della vita e alla fine dei tempi, simbolo cristologico per eccellenza: prese il pane, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: “prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo: fate questo in memoria me”. la forma della scultura è una nuova elaborazione, si riferisce alla casa , nella quale da generazioni la mia famiglia produce il pane"

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Commenti

  • santino (utente non verificato)

    Grande u’artist sono orgoglioso di avere un fratello così.Ti voglio bene.Sei unico in tutto quello che fai buona fortuna.

  • Chiollodario (utente non verificato)

    Niente da dire…..come sempre un VERO artista.
    Spero che Ruvo si svegli e che dia a questi talenti veri degli spazi permanenti nei quali sperimentare e condividere la propria arte.
    Inoltre invito tutti a vedere di persona queste opere di Pasquale…..le foto non rendono assolutamente.

  • gigi78 (utente non verificato)

    belle le foto, sono le “opere” ? ok, anche io nello scantinato ho “cumuli” di arte! wow! i ragni apprezzano! che intenditori…