Pasquale De Palo, con una nota esplicativa, replica alle critiche mosse da Ncd

«Il patrocinio morale di un ente pubblico non è un riconoscimento nè alla persona nè al soggetto organizzatore, ma al progetto»
Il 5 aprile alle 19, presso l’ex convento dei Domenicani, si terrà la presentazione del libro di Barbara Balzerani “Lascia che il mare entri” organizzata dall’associazione Astro e stella con la partecipazione di Lea Durante – Università degli studi di Bari e la cooperativa libreria l’Agorà. L’evento culturale è patrocinato dal comune di Ruvo.
Numerose le controversie finora pervenute relative al patrocinio civico, tra le quali il comunicato di Ncd, già divulgato giorni fa.
Ne fa seguito una nota dell’assessore alle politiche culturali, Pasquale De Palo, che pubblichiamo integralmente.
«Alcune precisazioni sulla presentazione del libro della Balzerani:
– Il patrocinio Morale di un ente pubblico non è un riconoscimento nè alla persona nè al soggetto organizzatore, ma al progetto che nel caso di specie riguarda la presentazione di un romanzo che parla della vita di 3 donne e 3 generazioni.
-capirei l’indignazione se fosse una cittadinanza onoraria alla sig.ra Balzerani
-non passi n…ella mente di chiunque l’idea che nè l’amministrazione come istituzione, nè i politici che oggi la rappresentano siano vicini o “morbidi” rispetto alle vicende che hanno visto la sig.ra coinvolta e condannata
-mentre il Comune patrocina la presentazione di un libro (ad oggi ne ha patrocinati circa 50 con questa amministrazione e circa 20 lo saranno nella prox Primavera rubastina), insieme all’archivio nazionale “Berardi” ed altre associazioni da due anni facciamo iniziative nelle scuole e per la città per capire a fondo la questione Moro
– Giusto per capirci: il giorno prima sempre con l’Archivio Nazionale Berardi, che oltre al patrocinio ha avuto anche 1000 euro di contributo e 500 euro di contributo spese per stampa materiali verrà il Giudice Imposimato a parlare di A. Moro e della strenua ricerca della verità al Liceo Scientifico di Ruvo
– il 20 marzo a Ruvo, sempre al Liceo e sempre col patrocinio oneroso del Comune ci sarà una Tavola Rotonda: Dai misteri del caso Moro alle attività di inchiesta parlamentare sul terrorismo. Interverranno: Dr. Paolo Bolognesi – Deputato, Prof.ssa Cinzia Venturioli – Centrodi Documentazione storico politica sul terrorismo e stragismo presso Università di Bologna, Dr. Manlio Milani – Presidente Casa della Memoria di Brescia
– Nonostante le incomprensioni umane con il rappresentante dell’Archivio Berardi, i progetti di questo saranno sempre oggetto di attenzione di questa amministrazione
– Tutti coloro che oggi si ergono a difensori delle vicende Moro farebbero bene a venire agli incontri finalizzati alla ricerca della verità su questo caso anzichè stigmatizzare la venuta di un libero cittadino che presenta un romanzo (ribadisco, non condividendo in modo netto a ssoluto il suo passato, per il quale però ha scontato una pena, troppo minima secondo me, ma questo prevede la legislazione italiana…..)
– Mentre gli eventi riguardanti Moro si svolgono nelle scuole oltre che per la cittadinanza, l’evento in questione si svolge nel ‘ex Convento dei Domanicani, dove nessuno è obbligato ad andarci o a dover ascoltare chi reputa di non ascoltare
– Un omicida è un omicida. Un mandante è un mandante, ma chissè perchè questi non solo non sono mai stati presi ma molti politici coinvolti a dire di Imposimato ed altri godono e hanno goduto della massima stima e onori dello Stato….
– In questa città nessuno osi pensare che ci sia un cittadino UNO che possa spendere una parola di giustificazione rispetto alla vicenda di Aldo Moro, della sua scorta e di tutte le vittime del terrorismo
– L’iniziativa vede la presenza di un rappresentante dell’Università degli Studi di Bari;
– In un processo si storicizzazione e di ricerca della verità sarebbe interessante comprendere le motivazioni di tutte le parti e le rispettive parziali verità, non per tentare di condividerle, ma per storicamente e sicentificamente capirle per arrivare, finalmente, alla verità che per la quasi totalità delle vittime del terrorismo ad oggi non c’è.»
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