Parco: Tarantini non confermato, arriva Loizzo. La politica in rivolta

Nicola Loizzo
Pd regionale: «È una nomina contro il territorio»
Non è servito l’accorato appello di sindaci, associazioni, cittadini, figure istituzionali. Da Roma hanno deciso: Francesco Tarantini non sarà più alla guida del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
Al suo posto arriva, con il ruolo di commissario, Nicola Loizzo, altamurano e organico al partito di Fratelli d’Italia di cui è segretario cittadino e per il quale è stato candidato più volte, anche a competizioni sovracomunali. La nomina è arrivata nelle scorse ore e porta la firma del ministro dell’ambiente Pichetto Fratin.
Lo spoil system ha vinto sulle richieste del territorio di non modificare l’assetto strutturale del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, recentemente insignito del titolo di Geoparco Unesco, proprio sotto la guida di Francesco Tarantini.
I sindaci della comunità del Parco, aderenti a Fratelli d’Italia, avevano già dichiarato che una scelta non in linea con le esigenze del territorio avrebbe generato una loro dura reazione contro lo stesso partito. E, a quanto pare, non si tireranno indietro.
Intanto arrivano i primi commenti. Il Partito Democratico regionale protesta. Il segretario Domenico De Santis accusa: «La nomina di Nicola Loizzo alla presidenza del Parco Nazionale dell’Alta Murgia è una forzatura politica che calpesta ogni principio di condivisione democratica e istituzionale. È inaccettabile che un ente di questa importanza venga affidato con decisioni imposte dall’alto, senza alcun confronto con la Regione Puglia e con i sindaci che compongono la comunità del Parco».
«La gestione del Parco richiede conoscenza, esperienza e radicamento sul territorio, non accordi di palazzo. Non può essere un premio di partito a scavalcare le norme di condivisione con gli enti locali previsto per legge» incalza.
E conclude: «Noi respingiamo questa logica spartitoria e rivendichiamo con forza il diritto delle istituzioni locali di essere coinvolte nelle scelte che riguardano il futuro di un’area strategica per la tutela ambientale, per lo slow tourism e per la sostenibilità ambientale. Chiediamo al governo di fermarsi e di restituire dignità e trasparenza a un ente che appartiene ai cittadini, ricostruendo un leale rapporto di condivisione fra istituzioni».
Commenti
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Il solo ascoltarlo è una pugnalata.








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