Parco eolico “Ruvo”, il centrodestra: «Poca trasparenza e conflitto di interessi»

Il parco eolico “Ruvo” è stato al centro della conferenza stampa, aperta anche al pubblico, organizzata dai consiglieri comunali e segretari politici di Alleanza civica, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega

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Il parco eolico “Ruvo” è stato al centro della conferenza stampa, aperta anche al pubblico, organizzata dai consiglieri comunali e segretari politici di Alleanza civica, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega.

«Cercheremo di analizzare prima di tutto quello che è il piano politico della discussione» ha spiegato ieri Piero Paparella (FdI). Accanto a lui i consiglieri Vito Cantatore, Mariatiziana Rutigliani, Simona Summo e Luciano Lorusso.

Paparella spiega come sin da giugno-luglio siano stati pubblicati sul sito del Mase tutti gli atti relativi al progetto “Ruvo”, in particolare, il 13 agosto è stato pubblicato l’avviso per presentare, entro il 12 settembre, le osservazioni da parte dei cittadini, e i pareri da parte dei Comuni coinvolti, nonché degli altri enti come il Parco dell’Alta Murgia.

«Noi avevamo chiesto al presidente del Consiglio, con una nota ufficiale, di convocare prima la terza commissione consiliare e un consiglio Comunale per affrontare questo tema pubblicamente. Perché l’abbiamo fatto? Questo non è il primo progetto di transizione energetica che viene presentato nel territorio di Ruvo di Puglia».  Il consigliere fa riferimento al primo progetto di parco eolico per il quale «ci fu tutta una movimentazione politica, dove il sindaco informò. Poi subito dopo il primo caso, arrivano i progetti dell’agrivoltaico a Lama Pagliara e il progetto di parco eolico “denominato Toritto”, che coinvolge in parte il territorio ruvese e infine arriva questo».

Sia per quanto riguarda il progetto di agrivoltaico di Lama Pagliara, sia per il progetto Toritto, prosegue Paparella, non è stato coinvolto il consiglio comunale, nonostante il Tuel stabilisca che la pianificazione e gestione del territorio siano di sua esclusiva competenza.

Per il progetto eolico “Ruvo” che ha un forte impatto sull’agro ruvese, il centrodestra ha chiesto di convocare in tempi utili terza commissione e consiglio comunale per redigere  e  approvare congiuntamente la delibera da inviare al Mase come formale parere del Comune di Ruvo di Puglia. Paparella spiega come il 4 settembre giungano via pec  la convocazione della III commissione consiliare fissata per l’ 8 settembre e la convocazione della riunione dei capigruppo, fissata  per la stessa data. Senonché il 5 settembre la consigliera Lia Caldarola (Sinistra ruvese), in qualità di presidente della III commissione consiliare, invia tramite Whatsapp a tutti i componenti della stessa, il parere già redatto, il 4 settembre, dalle Aree 5 e 9 con i relativi allegati e già trasmesso a Regione Puglia, Mic e Mase e per conoscenza ai Comuni interessati e altri uffici comunali. I consiglieri di centrodestra, spiega Paparella, hanno considerato questo comportamento uno sgarbo istituzionale che lede i principi della democrazia. Prima di inviare il parere agli enti, si sarebbe dovuto coinvolgere il consiglio comunale  che avrebbe potuto  considerare il parere redatto dai direttori delle due aree una traccia su cui formulare le proprie valutazioni.  Infine Paparella condanna la mancanza di rispetto che la consigliera Caldarola avrebbe avuto nei confronti della professionalità e autorevolezza dei consiglieri di opposizione. Per questo non parteciperanno ai lavori del consiglio comunale monotematico convocato l’11 settembre, alle 13.30, nel Centro Linea Comune, «in un orario e in un luogo poco consoni, tra l’altro» per la delicatezza del tema perché avrebbero voluto garantire la massima partecipazione pubblica.

Inoltre, il 5 settembre è stato inviato, tramite delibera di giunta, alla Regione Puglia il parere contrario alla realizzazione dell’impianto eolico, in conformità al parere redatto il 4 settembre dai dirigenti delle Aree 5 e 9 del Comune di Ruvo di Puglia. «Il parere del Comune, come da nota del 25 agosto della Regione Puglia che lo richiedeva, doveva essere reso entro il 9 settembre – spiega Paparella -. Quindi si poteva benissimo convocare il consiglio l’8 settembre, rispettando il termine del 12 settembre per l’invio delle osservazioni».

L'esame del progetto e conflitto di interessi

I consiglieri di centrodestra, poi, hanno voluto approfondire la questione relativa alla distribuzione delle turbine eoliche del parco “Ruvo”, di cui undici ricadranno nel territorio ruvese, le altre tra Terlizzi e Bitonto.

Per realizzare il parco, spiega Paparella, dovranno essere svolte opere di connessione alla RTN e questo comporta una serie di lavori infrastrutturali (scavi, allargamento delle strade rurali se non realizzazione di strade ex novo) da realizzarsi anche nelle aree contigue al sito di ogni turbina eolica.  Le aree interessate dai lavori corrispondono a 871 particelle catastali – solo per l’agro ruvese – con conseguente attività di espropri di terreni. Paparella sottolinea come questo avrà ripercussioni sulle attività degli agricoltori, soprattutto quelle storiche, di pregio  e biologiche, nonché sul paesaggio (si pensi ai trulli e ai muretti a secco, patrimonio dell’Unesco). L’aspetto più grave è che nessuno degli interessati era a conoscenza della realizzazione del parco e del coinvolgimento nel progetto. Le preoccupazioni sono sorte quando lo stesso consigliere Paparella ne ha data notizia, mettendo a disposizione l’elenco delle ditte e dei privati pubblicato sul sito del Mase (QUI il riferimento). Paparella ritiene grave che non sia stata data pubblica informazione ai cittadini del progetto di una società che viene da Cosenza e poco conosce di un territorio che rischia di perdere la propria identità.

«A pagina 81-82 del progetto – continua Paparella – sono riportati foglio e particelle dei punti dove saranno installate le pale eoliche». Inoltre, nel progetto sono comprese due aree strutturali allo stesso e, quindi, fondamentali: un’area set e un’area di trasbordo. Nell’area set, dovrebbe essere realizzato un immobile, un capannone enorme dove evidentemente si farà stoccaggio di attrezzature. Appartiene a due cittadini di Altamura. L’attenzione di Paparella si sofferma sull’area di trasbordo. «Faccio una premessa- dice – nel senso che vorrei utilizzare quello che sto dicendo col beneficio del dubbio. Mi attengo a quello che sta scritto e a quello che riusciamo a leggere. L’area di trasbordo, foglio 39, particella 54. Che cos’è l’area di trasbordo in questo progetto? Praticamente è un’area di cantiere (pagina 112 del progetto) per il ricovero degli automezzi, per i baraccamenti, per le funzioni logistiche, per il trasporto dei materiali. Quest’area, localizzata lungo la Sp22 (da via Madonna delle Grazie verso Mariotto) e di dimensioni pari a circa 5.250 mq, è di proprietà dell’azienda Terranzim», gestita, come dichiara  Paparella sulla base di una  visura camerale, da stretti familiari del sindaco Chieco.

Il centrodestra, a fronte di questa scoperta, ritiene  ingiustificabile la dichiarazione del sindaco, resa sulla Gazzetta del Mezzogiorno, circa il fatto che il progetto “Parco eolico Ruvo” sia subìto, sia un progetto calato dall’alto dal Ministero, e vi ravvisa un forte conflitto di interessi.

E, sempre secondo i consiglieri Paparella e Rutigliani, se il Pug fosse stato già approvato, la proposta di erigere il parco eolico “Ruvo” non sarebbe stata neanche presentata e non ci sarebbe stato il rischio che il progetto potesse concretizzarsi, perché nel Pug, la fascia contigua al Parco Nazionale dell’Alta Murgia (Contesto Rurale 3) ripropone integralmente le Norme Tecniche di Esecuzione del Parco dell’Alta Murgia che vietano espressamente questo tipo di interventi se non per l’autoconsumo e comunque non con un impatto devastante.

Per i consiglieri di centrodestra sono mancate la trasparenza e la chiarezza. Come sottolineato da Paparella, ben vengano le imprese di transizione energetica che vogliono investire, sempre nel massimo rispetto, nel territorio, ma deve esserci un ritorno a favore della collettività: magari, per esempio, i 300mila euro risparmiati in bolletta dalle scuole pubbliche, potrebbero essere investiti per migliorare le infrastrutture.

Informazioni

Intanto il 12 settembre è vicino. Tutti coloro che vogliono presentare osservazioni concernenti la valutazione di impatto ambientale, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi possono farlo secondo le modalità QUI indicate. La documentazione di Via, invece, è disponibile QUI.

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