Parchi eolici e non solo, scontro maggioranza-opposizione

Il progetto  “Ruvo” e altri progetti di transizione energetica che coinvolgono il nostro territorio sono al centro di uno scontro politico “social” tra il consigliere di opposizione Piero Paparella e il sindaco Pasquale Chieco

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“Ruvo” è il quarto dei progetti di transizione energetica che coinvolgerebbe la nostra comunità e quelle di Comuni che, per la maggior parte, ricadono nel MurGeoPark: gli altri sono il parco eolico con otto turbine eoliche; parco agrivoltaico Lama Pagliara; il parco eolico “Toritto”).

Il progetto  “Ruvo”, che prevede l’installazione di 17 turbine eoliche nei territori di Ruvo di Puglia, Terlizzi e Bitonto è al centro di uno scontro politico “social” tra maggioranza e opposizione, legate tuttavia dalla sensibilità e attenzione alla tutela del territorio.

Il consigliere comunale Piero Paparella (FdI): «Si parla solo di chiacchiere e non delle cose serie»

«L’ennesimo progetto presentato su Ruvo per la realizzazione di un impianto eolico denominato “Ruvo”- scrive il consigliere di opposizione -, costituito da 17 aerogeneratori (di cui ben 11 nel territorio ruvese) di potenza unitaria pari a 6,2 MW, per una potenza complessiva di 105,4 MW, da realizzarsi nei comuni di Ruvo di Puglia, Bitonto e Terlizzi, incluse le relative opere di connessione alla RTN, prevede una vastissima attività di espropri di terreni pari a ben 871 particelle solo per l’agro ruvese, per consentire la realizzazione della rete di connessione delle 11 pale eoliche alla rete elettrica.

Operazione di esproprio che vedrà coinvolti per il solo Comune di Ruvo di Puglia quasi 700 soggetti tra aziende agricole, privati e anche suoli di proprietà del Comune di Ruvo di Puglia che verranno ristorati con pochi spiccioli (esiste già la quantificazione.

Naturalmente (purtroppo) tale realizzazione – come del resto anche le altre – non prevede alcun beneficio e alcun ritorno né in termini economici né in termini infrastrutturali per la comunità di Ruvo, e però assistiamo ad imbarazzanti video romanzi in alta quota, che parlerebbero di “comunità energetiche”.

Altro che comunità energetiche si sarebbero potute realizzare a favore di tutti i cittadini ruvesi, se solo ci fosse stata un’amministrazione in grado di governare tali processi di occupazione massiccia del territorio.

E non hanno neanche detto alla comunità che il 12 settembre scade il termine per presentare le osservazioni a questo ennesimo assalto incontrollato e massiccio al territorio ruvese».

Il sindaco Pasquale Chieco: «Polemiche surreali»

«Il progetto “Ruvo” – scrive il primo cittadino – è l’ultimo progetto in ordine di tempo (il quarto) sottoposto all’esame del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che prevede l’installazione di impianti per la produzione di energia (altissime pale eoliche e impianti fotovoltaici a distesa) in zone pregiate del Parco Nazionale Alta Murgia in agro ruvese.

Di sicuro non sarà l’ultimo.

Sono progetti presentati da imprese senza contatto con la realtà locale che, nel nome della produzione di energia “pulita”, chiedono di realizzare impianti che spudoratamente stravolgono il territorio con devastazioni irreparabili. Sono l’esatto opposto della tutela ambientale e perciò inaccettabili.

Spazziamo via un equivoco: l’energia prodotta da questi grandi impianti non è energia pulita. Non lo è e non può mai esserlo, viste la deturpazione irreversibile dell’ambiente e le ferite profonde e indelebili inferte al paesaggio.

Il progetto “Ruvo” contiene poi un ulteriore tranello: il progetto è stato pubblicato sul sito del Ministero il 13 agosto e la comunicazione ufficiale è arrivata al Comune il 14 agosto con magari la segreta speranza che, tra uffici sguarniti per le ferie e funzionari sommersi da carichi di lavoro, non fossimo in grado di formalizzare nei tempi stretti il nostro parere negativo.

E invece anche questa volta formalizzeremo, con anticipo rispetto alla scadenza del 12 settembre – temine previsto per la presentazione delle osservazioni – un accurato parere mettendo nero su bianco tutti gli elementi tecnici e ambientali di contrarietà alla realizzazione di questo scellerato progetto.

Insomma, ancora una volta e come sempre, il Comune di Ruvo di Puglia farà la sua parte.

Noi siamo un’Amministrazione fortemente ambientalista e convintamente ecologista.

Sosteniamo le energie rinnovabili se realmente utili alla comunità e inserite in progetti non impattanti e condivisi, ma ci opponiamo con tutte le forze allo scempio del territorio, al consumo di suolo e alla distruzione della natura.

È una battaglia che sentiamo come identitaria e che fino a ieri abbiamo condotto fianco a fianco con il Parco dell’Alta Murgia guidato dal presidente Francesco Tarantini, un tecnico competente, preparato e appassionato che nei giorni scorsi il Governo ha voluto sostituire con un commissario altamurano, esponente di Fratelli d’Italia (Nicola Loizzo, ndr) il quale, ci auguriamo, darà continuità alle molte ragioni di contrarietà sin qui espresse nei confronti di questi progetti.

Un’ultima considerazione: sappiamo che il Governo nazionale è molto attento a quello che accade a Ruvo di Puglia, tanto da chiederci di tagliare i capelli alla statua di Talos in Piazza Dante. Un’attenzione che ci lusinga e per questo chiediamo che altrettanta attenzione venga destinata alla questione fondamentale della protezione del territorio dalle speculazioni.

Questi progetti invasivi e spregiudicati potrebbero essere spazzati via in un secondo da un intervento del Ministro per Ambiente e della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin e di quello per le Imprese e il Made in Italy Urso, magari anche con il sostegno dei ministri Giuli (responsabile delle sovrintendenze paesaggistiche) e Lollobrigida (competente per le foreste e i terreni agricoli).

Per questo, sarebbe opportuno che anche i consiglieri comunali di opposizione, invece di impegnarsi a proposito di questo sciagurato progetto in polemiche surreali, facciano qualcosa di utile sollecitando i loro referenti politici a prendere in considerazione e sostenere le ragioni di opposizione del Comune e degli altri enti territoriali al Progetto Ruvo (e agli altri similari).
A Roma sì che potrebbero risolvere questo stillicidio una volta per tutte».

La replica di Paparella

«Al Mase spetta solo il coordinamento dell’attività amministrativa del rilascio della Via» replica il consigliere.
«Il rilascio del titolo autorizzatorio – prosegue – spetta alla Regione Puglia, così come l’individuazione delle “Aree non idonee” (cosa ovviamente non fatta); he al Comune spetta regolamentare la parte vincolistica e normativa per tutelare determinate aree di interesse (cosa fatta nel PUG non ancora approvato); che le tesi sostenute ad oggi dal Comune di Ruvo di Puglia sono del tutto inconsistenti sia giuridicamente che urbanisticamente: “In conclusione, è evidente che il Comune di Ruvo di Puglia confonde la disciplina e la ratio delle aree idonee e non idonee, ritenendo erroneamente che l’ubicazione dell’impianto (“Toritto”, ndr)  nel buffer di 3 km dal Parco dell’Alta Murgia qualifichi la superficie come non idonea e costituisca un vincolo di inedificabilità assoluta in tutto il territorio del medesimo Comune”.

Se si vuole lavorare insieme per l’interesse della città, come nel caso di specie, si fa come fanno altri amministratori seri e senza pregiudizi: si convocano le parti, si discute lealmente, e insieme si trovano le soluzioni».

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