Paparella fa infuriare il centrosinistra

L'assessore all'Urbanistica Caterina Montaruli: «Non esistono abusi edilizi che mi riguardano e sulla mia casa non pende alcuna ordinanza di demolizione»
Si fanno infuocati gli ultimi giorni di campagna elettorale prima del turno di ballottaggio del prossimo 19 giugno. A scatenare le ire di tutto il centrosinistra, amministrazione uscente compresa, è il comizio di domenica sera di Antonello Paparella, che in un passaggio del suo discorso ha accusato l’attuale vicesindaco Caterina Montaruli di essere coinvolta in «illeciti di carattere urbanistico», lei che ricopre anche la carica di assessore al ramo.
«Quanto dichiarato sul mio conto pubblicamente in piazza è completamente falso», replica la diretta interessata in una nota, smentendo categoricamente la circostanza e informando di poter «produrre una vasta documentazione circa le questioni che riguardano la mia abitazione. Non esistono abusi edilizi che mi riguardano e sulla mia casa non pende alcuna ordinanza di demolizione.
Su questo argomento – prosegue -, tutti ricordano come lo stesso presidente del Consiglio comunale, dottor Franco Catalano, abbia pubblicamente ribadito, proprio nella massima assise cittadina, come “gli atti posti in essere risultano regolari”.
A seguire sono poi venute le dichiarazioni dell’Utc, della Provincia, e il pronunciamento del Tar che, con ordinanza del 21.3.2013, ha respinto l’istanza cautelare contro il permesso di costruire legittimamente rilasciato, proposta dal mio vicino, per manifesta infondatezza del ricorso. Tutta questa vicenda nasce dall’accanimento nei miei confronti da parte del mio vicino di casa e dal suo maldestro tentativo di vendicare divergenze professionali che nulla hanno a che fare con questioni edilizie. Sono ormai diversi anni, infatti, che il mio vicino cerca in ogni modo e in ogni sede pretesti contro di me (decine e decine di denunce, minacce, richieste di accertamenti, lettere delatorie e azioni di disturbo), ma l’unica cosa che è riuscito a trovare fino a ora è un rinvio a giudizio da parte del giudice delle indagini preliminari (del 2.3.2016) per violenza privata nei miei confronti».
La Montaruli, poi, non le manda a dire al candidato di centrodestra, su cui «ho poco da dire se non che di certo non può dare a me lezioni di legalità (né di contabilità…): le sue sono le parole di un disperato che prova a buttarla in rissa nel tentativo di recuperare una campagna elettorale in salita, ma la disperazione non è una buona giustificazione per azioni scomposte e disdicevoli, per dichiarazioni a vanvera e per un linguaggio così violento, calunnioso e diffamatorio nei confronti di una persona della quale il paese conosce la storia e che tra qualche giorno tornerà ad essere una semplice cittadina. Politicamente un disperato, personalmente un villano.
Tutelerò la mia reputazione nelle competenti sedi giudiziarie per la diffamazione operata dal consigliere Paparella in pubblica piazza allo scopo di ricavarne beneficio elettorale».
L’intervento di domenica non è passato inosservato anche alla compagine che sostiene il suo avversario Pasquale Chieco, che lo definisce senza mezzi termini «l’ennesima caduta di stile» di chi «ricorre alle menzogne per qualche voto in più» e «senza alcun imbarazzo dispensa calunnie e falsità urlando a squarciagola nel tentativo di essere convincente.
E’ così che vuole governare il paese?», si chiede il centrosinistra. «Ricorre a bassi attacchi personali facendo nome e cognome per coprire il vuoto di proposta, la mancanza di argomenti e l’assenza di programma.
Su questa strada, pur potendo, pur avendo molti argomenti documentati e documentabili non lo seguiremo, la città conosce le persone e le loro storie di vita e professionali e saprà valutare la serietà contro la cialtroneria, l’autorevolezza contro l’improvvisazione, la coerenza contro l’inaffidabilità. Il venditore di fumo sembra che abbia imboccato la strada giusta per toccare il fondo in cui la città lo confinerà», conclude la coalizione avversaria.
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