Paparella e il lapsus: «Parliamo di contenuti»

Il candidato sindaco del centrodestra commenta il suo incidente linguistico, finito sulle pagine della stampa nazionale
«Noi abbiamo la capacità di fare un “mea culpa” e di anteporre quelle che sono le questioni personali agli interessi di una intera collettività»: Antonello Paparella torna sul lapsus commesso durante il comizio dello scorso sabato, finito sulle pagine della stampa nazionale.
«Fa specie riscontrare come il banale incidente linguistico occorso al sottoscritto sia riuscito a catturare l’attenzione dei media ancor più di quanto riesca a farlo una città di grande storia e cultura qual è Ruvo di Puglia» afferma il candidato sindaco del centrodestra, commentando il clamore mediatico suscitato dalla vicenda.
«Ammetto di aver sorriso anche io nel riascoltare il passaggio, prevedendo che qualche mio diretto competitor, privo di argomentazioni di carattere politico, avrebbe cavalcato l’onda di quell’errore – continua -. Probabilmente senza questo maldestro tentativo di “ridicolizzazione” non avrei raccolto la solidarietà di altri competitor, di estrazione politica anche molto diversa dalla mia, che interpretando in maniera seria il ruolo per il quale si candidano, hanno preso le distanze da questo attacco ritenendo di dover riportare la campagna elettorale e la dialettica politica nel binario dei contenuti».
Il candidato si dice «rammaricato dal ruolo svolto dagli organi di informazione in questa faccenda. Oltre a non “rimanere sul pezzo”, visto che già l’indomani ho provveduto a scusarmi pubblicamente per l’incidente linguistico – sostiene Paparella -, gli organi di informazione hanno ritenuto di dover racchiudere il mio impegno politico al servizio della città e per 13 anni delle Istituzioni, in uno stralcio decontestualizzato di un discorso politico ben più articolato, dal quale facilmente si evince il vero tenore dei miei intenti».
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