Palazzo Caputi torna a splendere. Le immagini

Francesca Elicio

Ottombrini: «Oggi è un bel giorno per noi perché tagliamo un traguardo che questa amministrazione ha perseguito con grande determinazione dal suo inizio di insediamento»

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Palazzo Caputi rifiorisce e Ruvo muove un passo importante verso la modernità. La data tanto attesa dalla cittadinanza ruvese è finalmente arrivata. La riapertura del palazzo Caputi rappresenta un momento molto importante per il paese, da un lato guarda al futuro e dall’altro richiama le antiche tradizioni che legano il palazzo alla cittadinanza.

L’edificio non è stato solo riaperto: Palazzo Caputi diventerà Museo “casa della cultura”, una sorta di biblioteca nella quale saranno presenti libri antichi (cinquecentine), libri moderni ed interattivi, apribili attraverso un ologramma. Sarà inoltre possibile usufruire dei diversi spazi a disposizione dedicati a diverse attività.

«Non si è trattato solo di un restauro – afferma il sindaco Vito Nicola Ottombrini – ma anche di un’opera di consolidamento e di adeguamento. Per arrivare alla fine sono stati necessari un progetto moderno e lungimirante, grande impegno, la collaborazione istituzionale di Ruvo di Puglia ma soprattutto, lasciatemelo dire, con orgoglio, la capacità di recuperare finanziamenti con una precisa e solida volontà politica che è stata continuata e portata a termine.

Faremo di palazzo Caputi la “casa della cultura”, un centro polivalente pensato per attività culturali e ricreative; un luogo di solidarietà attrezzato per ospitare mostre e convegni. Ma soprattutto questo palazzo rappresenta per noi un modo per dare la casa ad oltre cinquemila libri antichi che costituiscono oggi il vasto patrimonio invisibile che ci auguriamo quanto prima di mettere a disposizione dei cittadini e di tutte le persone che spero numerose verranno a trovarci.

Oggi è un bel giorno per noi perché tagliamo un traguardo che questa amministrazione ha perseguito con grande determinazione dal suo inizio di insediamento. Pensiamo che questa struttura sia in grado di rappresentare un sostegno valido anche per lo sviluppo sociale del nostro comprensorio. E tuttavia questo sarebbe inutile, se i ruvesi non sentissero questo luogo come casa loro.

Io spero davvero che in tanti, soprattutto i giovani, prendano a frequentarlo e renderlo un posto vivo: anche questo diventa da oggi una parte della nostra sfida per il futuro, una parte della nostra fatica quotidiana. Stasera iniziamo a rimboccarci le maniche per questo».

Dopo i saluti istituzionali, la Pro Loco di Ruvo ha curato la presentazione delle diverse stanze del Palazzo, analizzando ogni piccolo particolare di ciascuna stanza. Ad allietare la presentazione del palazzo è stato il concerto “In quattro all’opera… tra 800 e 900” a cura del Classic Clarinet Quartet composto da Gianluigi Caldarola, Giuseppe Di Bisceglie, Giuseppe Sparapano e Mauro Altamura. Non da ultimo, il buffet organizzato dal Tatera catering ha completato la cerimonia.

Questi lunghi 7 anni hanno permesso di poter capire quanto il patrimonio presente nel nostro paese abbia bisogno di essere valorizzato e non abbandonato al ricordo dei pochi cari affezionati.

L’augurio da parte di tutti è che la cittadinanza riesca a cogliere il senso di ciò che l’amministrazione è riuscita a realizzare con tanti sforzi e sacrifici e che soprattutto Ruvo diventi culla della cultura, abitata da persone consapevoli del patrimonio che possiede. 

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Commenti

  • Salvatore (utente non verificato)

    “Oggi è un bel giorno per noi perché tagliamo un traguardo che questa amministrazione ha perseguito con grande determinazione dal suo inizio di insediamento”. Dal suo inizio di insediamento…Non si può sentire!