Otto volontarie al servizio della città

LA Redazione

Le ragazze sono state scelte e formate da Nicola Tedone, Grazia Tedone, Mauro De Cillis.

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E’ stato intrapreso da più di un mese il servizio civile presso il Comune di Ruvo di Puglia. Il bando era rivolto a ragazzi dai 18 ai 28 anni per otto posti, quattro dei quali avevano bisogno di una laurea. Le vincitrici sono tutte donne.
I progetti sono due, il primo “Anziani, comunità e volontariato…insieme” si svolge presso Casa di Riposo Comunale “M. M. Spada” , il secondo “La casa Comune…dei servizi” si svolge presso il comune e nello specifico presso la sede dei servizi sociali. Le ragazze sono state scelte e formate da Nicola Tedone, Grazia Tedone, Mauro De Cillis.

Gli obiettivi posti alle ragazze che hanno vinto il bando presso la casa di riposo sono quelli di incrementare il senso di responsabilità dei giovani volontari rispetto al contributo che ciascuno può dare alla collettività in termini di identità e di appartenenza alla stessa, formare il giovane volontario all’attuazione di percorsi di vita “legali” che diventano esempio all’interno della collettività estesa.

Importante è incentivare nei giovani la solidarietà, l’impegno e lo sviluppo del senso civico, promuovere la capacità di ascolto e di aiuto affinché i volontari possano utilizzarla come patrimonio personale per tutta la vita in tutte le esperienze esistenziali, che si trovano a dover affrontare. Si consente ai giovani di conoscere gli interventi attuati dall’Amministrazione Comunale nei cofronti delle frange più deboli della popolazione partecipando in prima persona alla realizzazione di alcuni di questi servizi e allo stesso tempo cooperando alla progettazione di inedite forme di aiuto, si vuole diffondere una nuova immagine dell’anziano, non più concepito come soggetto passivo e mero spettatore di una vita ormai in declino, bensì come risorsa sociale in quanto detentore della memoria storica collettiva, dei valori e della saggezza transgenerazionale; infine si andranno a formare nuove figure di operatori sociali in virtù delle specifiche competenze acquisite nel campo dei servizi socio-assistenziali spendibili anche ai fini occupazionali a conclusione del progetto.
Tali obiettivi saranno raggiunti grazie alla conoscenza dei bisogni di ciascun anziano ospite, delle storie di vita e delle capacità residue, della conoscenza delle propensioni e degli interessi di ciascuno al fine di coltivarne la realizzazione. La creazione di occasioni di socializzazione e di svago, anche all’aperto, e favorire i contatti con il mondo esterno, permetterà alle ragazze “l’entrata” del mondo esterno nella casa di riposo;

Si sosterranno le capacità manuali di ciascuno nella creazione di manufatti, privilegiando le competenze di ognuno e infine le volontarie garantiranno l’accompagnamento degli ospiti per lo svolgimento di qualsiasi attività esterna alla struttura (riscossione della pensione, accompagnamento per lo svolgimento di pratiche burocratiche, per occasioni di incontro, per pratiche religiose, accompagnamento presso strutture sanitarie, raccordo con i medici, ed altro.) soprattutto in mancanza di figure parentali che possano garantire ciò.
Il secondo progetto che si sta realizzando nell’ambito del Settore Socio-Culturale, ed in particolar modo presso l’ufficio Servizi Sociali del Comune di Ruvo di Puglia, si pone come obiettivo primario la riduzione del notevole divario esistente fra l’attuale domanda di servizi e benefici delle fasce deboli della popolazione, ed i suoi reali bisogni, vista la grande sproporzione fra il numero del potenziali utenti e quello di coloro che attualmente accedono ai servizi alla persona e ai benefici di natura solidale.

Tale obiettivo potrà essere raggiunto, senz’altro, grazie alla presenza straordinaria e mirata delle volontare del servizio civile, attraverso l’incremento del senso di responsabilità dei giovani volontari rispetto al contributo che ciascuno può dare alla collettività in termini di identità e di appartenenza alla stessa, alla formazione delle volontarie all’attuazione di percorsi di vita “legali” che diventano esempio all’interno della collettività estesa. Ciò di renderà più agevole l’accesso delle fasce deboli (disabili, anziani, immigrati, nuclei multiproblematici, ecc.), ai servizi alla persona e ai benefici economici. Verrano utilizzati maggiormente la rete dei servizi territoriali per favorire l’inclusione sociale dei cittadini svantaggiati, il supporto del servizio sociale professionale nella lettura, decodificazione della domanda sociale e nella presa in carico della persona e del cittadino, nonché nella redazione di una Carta Comunale dei Servizi alla persona.

L’attuazione di tali strategie operative, grazie all’utilizzo delle volontarie del servizio civile, coordinae dal personale di ruolo in dotazione dell’Ente, permetterà, inoltre, di raggiungere degli obiettivi collaterali, non meno importanti come quello di decongestionare l’afflusso del pubblico all’Ufficio Servizi Sociali, snellire le procedure, ridurre i tempi di attesa dei cittadini.

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Commenti

  • puntadifreccia (utente non verificato)

    Ci si scrolla delle responsabilità facendo scrivere l’articolo alla Redazione.Comunque volevo evidenziare che quando si parla di volontariato deve essere vero volontariato , ma ho la netta impressione che le signorine svolgono volontariato retribuito. Si ho detto bene .VOLONTARIATO RETRIBUITO..retribuzione da parte dello Stato di circa € 500,00 al mese.I signori della redazione devono sapere che quel volontariato si chiama SERVIZIO CIVILE.
    puntadifreccia

  • joe99 (utente non verificato)

    ringraziando crimsonking per la precisazione grammaticale….a questo punto sarebbe più logico prendersela con chi ha fatto l’articolo,anzichè scagliarsi,come fanno in molti,contro le ragazze….così facendo non si fa altro che sminuire il servizio prestato…..

  • joe99 (utente non verificato)

    rimango interdetto per come ci si appigli alle sfumature,retribuite o volontarie che siano,credo che l’importante sia il servizio svolto…invece il mettere in risalto tale aspetto evidenzia,in maniera squallida e aggiungerei con un pizzico d’invidia,quale sia il livello di pensiero del nostro contesto sociale…

  • mulan (utente non verificato)

    Il mio augurio alle ragazze è quello oltre che di dare, di trarre il massimo da ogni minuto del loro servizio. Col senno di poi, il miglior “rimborso” sono le competenze che sicuramente acquisirete sul campo e che nessuno a chiacchiere vi può insegnare! Buon Lavoro,da un’ex volontaria del Servizio Civile.

  • mulan (utente non verificato)

    In questo senso,lo Stato investe sulla formazione umana e professionale di questi giovani.Magari il rovescio della medaglia è che tanti enti utilizzano questi progetti per rimandare e/o tamponare interventi che altrimenti andrebbero realizzati con maggiore investimento economico e continuità nel tempo.

  • mulan (utente non verificato)

    I progetti di Servizio Civile nascono con molteplici finalità:il primo,come ha ben detto “vescolo” è quello di proporre una “difesa della patria”alternativa a quella per antonomasia che è quella militare.E’ il servizio alla collettività,RIMBORSATO e non RETRIBUITO a mo’ di stipendio:è un impegno di molte ore e di importante investimento umano.

  • puntadifreccia (utente non verificato)

    Dire di non essere mai entrato nella casa di riposo non depone in favore delle doti di veggente , comunque la dichiarazione della signorina anto1085 quando scrive di dormire sonni tranquilli mi induce a rivolgerle una domanda : per caso ” qualcuno ” ha promesso un contratto di lavoro per continuità ? Signorina anto1085 alla prossima.
    puntadifreccia

  • doraimonvescolo (utente non verificato)

    Salve premetto che provengo da molte esperienze di volontariato nel sociale dove i volontari sono carenti, ma devo anche dire che ho fatto anche il servizio civile che non è un volontariato o un lavoro ma bensi si serva la patria in modo non armata ,il scn non è sempre una passeggiata ma è comunque sempre un esperienza importante che ti apre il cuore. Io ho fatto il scn alla caritas e dopo quell’anno nn sono andata più via e come molte altre ragazze..

  • anto1085 (utente non verificato)

    Dormite sonni tranquilli perchè i “nostri”anziani continueranno a vederci anche dopo il Servizio Civile…

  • anto1085 (utente non verificato)

    Tuttavia questa “sostituzione” non la considereremmo così scandalosa visto che alcune delle nostre mansioni,delle nostre attività e parecchio del nostro tempo,vanno oltre le ore del nostro servizio e oltre qualsiasi retribuzione!!
    Infine vorremmo concludere questo commento dicendo che sicuramente tutti coloro che hanno “risposto”a questo articolo,non hanno mai messo piede nella casa di riposo!!

  • anto1085 (utente non verificato)

    vi abbiamo fatto sfogare un pò..adesso tocca anche a noi rispondere!!!!!
    prima di tutto,visto l’immancabile materialismo,la nostra retribuzione ammonta a 433,80 euro e no 500!!!
    in secondo luogo l’idea dell’articolo non è stata di noi “signorine” quindi,la sostituzione del termine “servizio civile” con “volontariato” è da attribuire a colui o colei che ha redatto l’articolo!!!

  • merybalda (utente non verificato)

    Quando sono andata io alla casa di riposo non si veniva retribuiti…. ma QUELLO era puro VOLONTARIATO!!.Io spero che queste ragazze anche dopo sentano il bisogno di ritornare in quei luoghi dove il tempo non passa mai. Che brutto pensare che si faccia “volontariato” solo per € 500,00 al mese BISOGNA AVERE CUORE… PENSATE se ogni donatore di sangue percepisse €50,00 quante sacche si riempirebbero!! SQUALLIDO NON CREDETE??

  • crimsonking (utente non verificato)

    Confondere un lavoro retribuito con il volontariato, è al limite dello squallore. Ormai ruvo è piena di falsi paladini di ogni tipo.
    Sarà forse questo giornale che li rende tali. Sotto il loro compiacimento.

  • lacrima (utente non verificato)

    NON CREDETE DI AVER ESAGERATO? AL SERVIZIO DELLA CITTA’? VOLONTARIE? VENGONO RETRIBUITE E BENINO PER IL “LAVORO” CHE FANNO. NON CI DIMENTICHIAMO CHE PER LA SETE DI LAVORO CHE C’E’ ULTIMAMENTE MOLTI PADRI O MADRI DI FAMIGLIA AVREBBERO VOLUTO FARE QUESTO “VOLONTARIATO” DI 500 EURO AL MESE !

  • devil20 (utente non verificato)

    Continuo a chiedermi che rapporto abbia questo recupero nostalgico di una storia da non ripetere con i problemi e le attese del nostro tempo e percepisco tanta cecità: di piccole menti ancora pronte a celebrare i ‘valori’ della guerra e di piccoli amministratori pronti a sostenerle. Che tristezza

  • devil20 (utente non verificato)

    Se pure fosse come dici, Puntadifreccia, sarebbero i soldi meglio spesi da questa specie di amministrazione. Pensa invece quante altre di queste nobili iniziative potevano essere finanziate da quei soldi regalati a quell’inutile e diseducativo monumento che si chiama ‘statua della vittoria’ e a quegli inguaribili ‘ragazzi del ’15’che l’hanno voluta.

  • Mulan (utente non verificato)

    Allora occorre un’altra precisazione: qui il termine “volontariato” non è utilizzato nell’eccezione solita,ovvero “opera prestata gratuitamente(senza rimborso)”ma nel fatto che parteciparvi non è una scelta obbligatoria come l’ex servizio di leva,ma dipendente esclusivamente dalla propria volontà personale.