“Otto Santi”, la notte dei ruvesi

Elena Albanese

Nell’affollato silenzio, Gesù nel sudario e i suoi comprimari con tutta la loro carica di immobile disperazione si sono concessi agli sguardi degli astanti​

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Come ogni anno erano molti anche i forestieri ad affollare la notte scorsa piazza Matteotti, in attesa che il gruppo statuario della Deposizione di Cristo, meglio noto come “Otto Santi”, uscisse, riempiendola, dalla piccola porta della chiesa di San Rocco.

Ma quella appena trascorsa è stata soprattutto la notte dei ruvesi, del loro rito più amato e più seguito. Per fede, per folklore, per appartenenza. Confratelli e consorelle, rappresentanti delle istituzioni, colleghi giornalisti, cittadini. Tutti ai piedi di questa icona perfetta della Settimana Santa, sicuramente la più suggestiva nella sua imponenza.

Nell’affollato silenzio, Gesù nel sudario e i suoi comprimari con tutta la loro carica di immobile disperazione si sono concessi agli sguardi assonnati e infreddoliti, ma vigili, degli astanti, con un lento giro della grande piazza, per poi sparire negli stretti vicoli del centro storico, illuminati soltanto dalle fiaccole.

Il momento più “ruvese” dell’anno si è appena consumato ma, in attesa del 2019, possiamo riviverlo ancora insieme nelle foto e nel video del nostro Francesco De Marinis (con la musica del maestro Gennaro Sibilano).

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