Operazione antibracconaggio

Rosanna Ciliberti

Grave è la pena per il reato che nella fattispecie prevede un’ammenda di 12.900 euro e la sospensione del porto d’armi fino a tre anni.

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In data 6/12/08 gli agenti del corpo Forestale dello Stato, dopo un controllo eseguito con competenza, professionalità e pazienti sopralluoghi, hanno sorpreso in località “Scoparella” nell’agro di Ruvo nella zona 1 del Parco Nazionale della Murgia un cacciatore dedito al bracconaggio, che conduceva una battuta di caccia utilizzando un fucile di calibro 12 a danno della specie dell’avifauna migratoria.
Dopo aver effettuato i controlli, il materiale è stato sequestrato e l’uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, perché esercitava la caccia “in dispregio della norma che ne vieta espressamente l’esercizio nei parchi naturali regionali e nelle riserve naturali”.
Grave è la pena per il reato che nella fattispecie prevede un’ammenda di 12.900 euro e la sospensione del porto d’armi fino a tre anni.
Questo è uno dei tanti episodi che si verifica nell’area protetta e nei boschi in cui si riscontra la piaga dell’uccisione illegale con armi da fuoco e trappole disposte ovunque.
Confidiamo in un costante impegno da parte degli agenti del corpo Forestale affinchè venga imposta la legislazione venatoria nel perseguimento di un buon risultato.

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Commenti

  • LVNDNL (utente non verificato)

    VOLEVO COMUNICARE CHE QUESTE COSE ACCEDONO ANCHE PERCHÉ’ NOI CHE ABBIAMO UN ATTESTATO DI GUARDIE FAUNISTICHE VENATORIE CONSEGUITO ALLA REGIONE PUGLIA,ASPETTIAMO IN ANSIA UN POSTO E ORA VISTO CHE NECESSITA,PROPORREI DI TENERCI IN CONSIDERAZIONE