Nucleare. I candidati rispondono all’articolo di Lele Di Franco

Ad una settimana dalla pubblicazione dell’articolo sul nucleare l’opinione dei candidati sindaci di Ruvo
Pubblichiamo le risposte all’articolo pubblicato la scorsa settimana, dove il cittadino Lele Di Franco formulava delle riflessioni riguardo al nucleare. Nello stesso articolo si richiedeva l’autorevole opinione dei candidati sindaci di Ruvo, protagonisti delle prossime competizioni elettorali per amministrare la città. La prima risposta a soli due giorni dalla pubblicazione è giunta dal candidato di centro destra Franco Catalano. Solo ieri quella del candidato di centro sinistra Vito Ottombrini. Matteo Paparella si è limitato ad esprimere a voce le sue perplessità e reticenze riguardo al nucleare.
<<Anche se la questione del nucleare interessa il Comune solo come eventuale ricaduta territoriale per l’identificazione dei siti di localizzazione delle Centrali o di stocccaggio delle scorie, è opportuno che si chiarisca il pensiero del candidato Sindaco. Quanto accaduto in Giappone qualche giorno fa deve sicuramente far riflettere ed aprire una seria e pacata discussione circa il prosieguo del programma per il ritorno al nucleare. E’ chiaro che l’uscita dal nucleare ha penalizzato di fatto l’indipendenza energetica del Paese negli ultimi trenta anni. Nella Comunità Scientifica oggi esiste la certezza che in questo mondo tecnologico non si possa più fare a meno del nucleare per sopravvivere. Infatti petrolio, carbone e gas hanno gli anni contati ed un disimpegno immediato sulla base della paura causerebbe un innalzamneto del prezzo del petrolio tale da inginocchiare immediatamente l’intero Occidente con tutte le conseguenze geopolitiche che ne deriverebbero. E’ evidente che il programma italiano di ritorno al nucleare oggi più che ieri passa da una priorità assoluta: la sicurezza delle centrali e quindi dei cittadini. Devono essere messi a punto dei test standardizzati a livello europeo che garantiscano l’assoluta sicurezza delle centrali. E’ inoltre evidente come la politica nucleare non possa più essere italiana ma almeno europea. Non dimentichiamoci che confiniamo con il Paese più nuclearizzato del Mondo, ossia la Francia, e che le radiazioni non rispettano i confini amministrativi. Paradossalmente oggi i maggiori problemi li ha chi come la Germania deve smantellare centrali nucleari vecchie di decenni e quindi potenzialmente molto più pericolose di quelle che si costruirebbero oggi con moderne tecnologie. Ci tranquillizzano daltronde le dichiarazioni del Ministro Romani riprese e rinforzate da Bossi secondo cui sarà il territorio a decidere. Sulla base di quanto asserito appare pretestuoso il ricorso allo strumento referendario sull’onda dell’emotività giapponese anche in considerazione che lo stesso errore fu commesso all’indomani di Chernobil. Gli stessi che oggi gridano contro ogni forma di nucleare (Franceschini, Bindi, Vendola) sono gli stessi che il 30 luglio 2004 presentarono una mozione che chiedeva al Governo di riattivare subito le centrali di Caorso e di Trino Vercellese "Considerando la convenienza di un programma nucleare al fine di calmierare i prezzi dell’energia elettrica che in Italia sono una volta e mezzo superiori alla media europea". Infine, ritornando alla Puglia, giova ricordare quanto Rocco Palese disse a proposito del nucleare durante la campagna elettorale per le elezioni regionali: "La Puglia ha già dato".>> Franco Catalano
<<Gent.mo sig. Lele Di Franco
con la Sua nota del 17.03.2011, Lei pone interrogativi di grande interesse. E’ evidente che una politica energetica fondata sul nucleare quale fonte alternativa al petrolio ed al gas non è sostenibile per le ragioni che Lei tratteggia. Il costo di una centrale nucleare è elevatissimo, non solo sotto il profilo economico, ma anche – se non soprattutto – sotto quelli dell’impatto sull’ambiente e sulla salute. Le centrali nucleari non sono sicure. E’ un dato di fatto difficilmente confutabile, come dimostra il disastro di Fukushima ed altri anteriori ad esso, quale quello di Chernobyl. I paesi europei stanno riconsiderando criticamente le opzioni in materia di nucleare (si pensi, ad esempio, alla Germania), ed è auspicabile che l’Italia faccia lo stesso, dichiarando una moratoria e quindi la sospensione del piano di nuclearizzazione del Paese che, per la sua storia, le sue bellezze artistiche e paesaggistiche, la qualità dei suoi cibi, verrebbe seriamente penalizzata da una decisione ormai in contrasto con le concezioni più eticamente e scientificamente avanzate. Il nucleare, anche quando fosse di quarta generazione, comporta rischi enormi e danni prolungati nel tempo. Il progresso va marcato da altre scelte. Occorre sostenere le fonti energetiche pulite, quali quelle prodotte dal vento, dal sole e dall’acqua. E’ necessario aprirsi ad una nuova visione del mondo e dell’economia, che faccia salve le ragioni della persona umana, la sua dignità ed il suo valore incommensurabile. La tutela dell’ambiente è poi una priorità assoluta, giacchè non può esservi vita in mancanza di condizioni favorevoli, quali aria salubre, cibi salubri, acqua pulita e a costi accessibili, non data in pasto agli affaristi ed agli speculatori, essendo essa un bene diverso da ogni altro bene, al pari dell’aria. Il sottoscritto ed il centro sinistra sono su questa posizione e sosterranno convintamente, non solo il referendum, ma anche ogni azione ed iniziativa volte a contrastare eventuali decisioni del governo inerenti la costruzione di centrali nucleari. Intendono, però, favorire nel nostro territorio l’attuazione di politiche energetiche alternative (eolico, fotovoltaico ecc.), nel rispetto delle norme vigenti e dell’ambiente.>> Vito Ottombrini.
Commenti
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Per quanto irrilevanti possano essere le riflessioni ed opinioni, sul tema nucleare, di un candidato sindaco ai “fini pratici” (che poi è quello che interessa alla collettività), vorrei invitare gli stessi all’uso di “Parole Vere” e “Idee personali” e non al riciclo di chiacchiere da blog e forum “romani” (Catalano vedi Maurizio Lupi, I due punti, …) e frasi lapalissiane e demagogiche (Ottombini) anche quando, come suggerisce Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano “Pro veritate adversa diligere” (Per la verità scegliere anche le situazioni sfavorevoli).
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C.L. (giovane cittadino ruvese)








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