No baby sitter, voglio fare la “tata”. Diciotto donne ruvesi provano a lavorare nell’infanzia

La Redazione

Per il momento imparano a diventare esperte. Dovranno conoscere diritto, psicologia, pedagogia e anche un po’ d’inglese.

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Non chiamatele baby sitter. Meglio il più tradizionale ed evocativo “tata”. Dovranno favorire la crescita, lo sviluppo e la socializzazione dei bambini, sia all’asilo che in casa.
E’ infatti la “missione” che 18 giovani donne ruvesi con la voglia di rimettersi in gioco stanno provando a svolgere anche come opportunità di lavoro.  Sono le corsiste che in questi giorni hanno avviato il percorso di formazione per diventare esperte al corso professionale “TATE”, finanziato  dal POR Puglia 2007-2013 asse II occupabilità della Provincia di Bari.
Le lezioni si tengono presso il Liceo Linguistico Guido D’Arezzo in via Massari. Lo scopo è appunto quello di formare persone esperte nella gestione di servizi all’infanzia. 
“La cosiddetta Tata – spiega un nota – è una figura professionale riconosciuta ormai a livello internazionale, ed hanno l’obiettivo di favorire la crescita, lo sviluppo e la socializzazione dei bambini. Il ruolo da loro svolto infatti, grazie alla sua natura flessibile, si pone come ” trait d’union”  tra la figura materna e l’educatore della prima infanzia, ed ha in sé gli elementi necessari per favorire lo sviluppo psicologico, emotivo e cognitivo del bambino”.
Alcune delle corsiste ammesse sono anche delle mamme. Dovranno approfondire diverse materie  tra cui anche elementi di diritto, lingua inglese, pedagogia  e psicologia.
Le destinatarie sono state selezionate attraverso un bando pubblico. Al termine del corso conseguiranno  oltre  ad una certificazione delle proprie competenze nella materia, riceveranno anche un attestato di conoscenza della lingua inglese. Dopo è previsto la frequentazione di uno stage presso alcune scuole materne del territorio.

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