No alla vivisezione… a Roma anche un gruppo di Ruvo

Redazione
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Il 25 settembre in quasi 10.000 da tutta Italia hanno sfilato per le strade di Roma per testimoniare la propria contrarietà alla pratica della vivisezione.
La manifestazione, nata grazie ad un comitato autonomo per chiedere la chiusura di Green Hill a Montichiari (BS), vera e propria fabbrica per l’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione, ha riscosso ulteriore sostegno a seguito della recente revisione della direttiva 86/60, approvata l’8 settembre dal Parlamento europeo, con cui si continuerà a sperimentare su animali (anche gatti e cani randagi) a tutto vantaggio delle lobbies farmaceutiche.
Oltre alla massiccia partecipazione di tanti giovani (e non) da ogni regione, con una folta delegazione anche dalla Puglia, é da segnalare il successo organizzativo ottenuto grazie al tam-tam di Facebook, a dispetto, invece, dell’imbarazzante silenzio della maggioranza delle emittenti radiotelevisive e giornalistiche nella pubblicizzazione e nella cronaca dell’evento.

Al grido di NO alla vivisezione, la pratica di sperimentare su animali al fine di ottenere risultati da utilizzare nella ricerca medico-scientifica (oltre che per testare prodotti cosmetici), il corteo si è snodato da Piazza della Repubblica a Piazza del Popolo, per denunciare la falsa scienza che pone lo spauracchio dell’eliminazione delle malattie e del benessere dell’uomo come giustificazione alla tortura e all’agonia di animali (da gatti a conigli, da topi a cani, da scimmie a maiali, etc..).
E’ invece ormai da più parti denunciato come l’utilizzo del modello sperimentale animale introduca considerevoli errori di valutazione che contribuiscono a causare nella popolazione l’insorgenza di danni legati all’uso di sostanze chimiche e all’assunzione di farmaci. Eppure l’alternativa a questo scempio c’è: sviluppo di colture in vitro di cellule e tessuti, di rilevazioni microscopiche, di sistemi molecolari oltre che l’impiego di simulazioni virtuali e altro ancora che potrebbe promuovere il reale progresso della medicina.. E allora perché siamo ancora fermi alla preistoria?

Ebbene gli ingenti interessi economici in gioco (da parte di industrie farmaceutiche, università, riviste scientifiche..) giustificano ancora la pratica vivisettoria come male necessario: purtroppo, però, il ‘sacrificio’ di vite animali, pur portando a risultati immediati e tangibili, non permette un concreto e serio avanzamento della scienza.
In ultimo, non si può ignorare lo scandalo della sperimentazione su animali utilizzata per testare prodotti cosmetici: la nostra vanità può valere tanto? Noi pensiamo di no e riteniamo che ognuno di noi, nel suo piccolo, possa fare la differenza.
Si può cominciare fin da ora, basta consultare la lista dei prodotti cruelty-free sul sito http://www.consumoconsapevole.org/
Per informazioni e ulteriori approfondimenti: unaruvo@gmail.com

Associazione U.N.A. – Ruvo di Puglia

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Commenti

  • onemanarmy (utente non verificato)

    viviseziona il vivisezionatore!!!!!

  • cinghialotto (utente non verificato)

    non so di preciso da dove apprendano queste notizie e a quali studi si riferiscano ma dire che “il ‘sacrificio’ di vite animali, pur portando a risultati immediati e tangibili, non permette un concreto e serio avanzamento della scienza”… è veramente una cosa pazzesca. probabilmente si ignora che tutti i progressi scientifici in campo oncologico, ortopedico, cardiologico, neurologico sono stati ottenuti attraverso la sperimentazionesu animali.

  • cinghialotto (utente non verificato)

    @unaruvo:certo i test cosmetici sono una aberrazione…le donne sono belle così come sono…

  • ultrasdmnx (utente non verificato)

    vedere certe atrocità per credere oggi come domani NO ALLA VIVISEZIONE!