Nicola Catalano: «Iniquo far pagare agli utenti l’accesso ai servizi assistenziali»

Tutelare con efficacia i diritti delle persone con disabilità © Unsplash
Catalano, ruvese residente a Molfetta, ha lanciato su Change.org, una petizione per la revoca della deliberazione n. 56 del commissario prefettizio con cui si approvano tariffe per i servizi alla persona
È una “battaglia di civiltà” quella che il ruvese Nicola Catalano sta conducendo nei confronti del Comune di Molfetta, dove è residente, per garantire a tutte le persone con disabilità l’accesso alle diverse forme di assistenza che consentono di condurre una vita dignitosa.
Al centro della sua battaglia, infatti, c’è la delibera del commissario n. 56 del 23 dicembre 2025 (QUI) relativa all’approvazione delle tariffe per i servizi alla persona Settore Socialità, ex art. 48 D. Lgs. N. 267/2000, nella quale si prevede una compartecipazione alla spesa da parte dell’utente tenendo conto dell’Isee dell’utente.
Dal 2024, Catalano, noto operatore culturale di Ruvo e una delle anime del progetto Confabulare, sta affrontando una sfida contro la Sla (sclerosi laterale amiotrofica), invitando tutti a creare una comunità di resistenza, che contribuisce non solo alla ricerca ma agisce con efficacia per tutelare il diritto alle cure e all’assistenza. E proprio in questo solco si inserisce la petizione su Change org., promossa dallo stesso Catalano, per “Revocare la Delibera n. 56 del Commissario Prefettizio di Molfetta”, giudicata iniqua.
La petizione
«Nel cuore di Molfetta, la delibera n. 56 del 23 dicembre 2025 emanata dal Commissario Prefettizio ha introdotto nuove misure che incidono profondamente sulla vita delle persone disabili e delle loro famiglie. Personalmente – scrive Catalano – ritengo che tale provvedimento violi il principio fondamentale di rispetto e dignità, legando in maniera iniqua l’accesso a servizi essenziali al parametro del reddito. Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra il proprio sostentamento e l’assistenza necessaria per vivere in modo dignitoso.
Questa delibera prevede che, tranne nei casi in cui l’Isee famigliare risulta estremamente basso e ai limiti dell’indigenza, il costo dei seguenti servizi venga addebitato agli utenti e alle loro famiglie: 1. Servizio Assistenza Domiciliare (Sad); 2. Assistenza Domiciliare Integrata (Adi); 3. Trasporto Disabili verso Strutture Riabilitative; 4. Pasti a domicilio per Anziani e soggetti fragili. Una tale situazione impone un peso economico insostenibile su chi già affronta sfide significative quotidianamente.
È fondamentale che i servizi per l’assistenza domiciliare e il supporto alle persone disabili e fragili siano garantiti senza oneri aggiuntivi per coloro che ne hanno bisogno. Inoltre, è necessario che questi servizi siano accessibili a tutti, indipendentemente dalla loro situazione economica, per un giusto equilibrio sociale e umano.
Chiediamo con forza che la delibera venga revocata o, quanto meno, rivista in modo da assicurare un trattamento più equo e rispettoso delle necessità vitali delle persone coinvolte. Facciamo appello al Comune di Molfetta affinché si ponga come esempio di solidarietà e inclusione sociale, garantendo il diritto all’assistenza a tutti coloro che ne abbiano bisogno.
Vi invitiamo a firmare questa petizione per supportare la causa e fare la differenza nella vita di molte famiglie che combattono ogni giorno per i loro diritti e dignità senza essere oppressi da ulteriori gravami economici. Insieme, possiamo promuovere un cambiamento positivo per la comunità di Molfetta».
QUI il link per firmare la petizione.
Le precisazioni del Comune di Molfetta
Il Comune di Molfetta, a proposito della delibera prefettizia, ha fatto delle precisazioni
«A partire dall’anno in corso, secondo quanto stabilito dai Comuni dell’Ambito territoriale Molfetta/Giovinazzo in armonia con la normativa attualmente in vigore, il servizio di trasporto per persone con disabilità da e verso le strutture di riabilitazione, così come i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (Adi) e di Assistenza Domiciliare Sociale (Sad), saranno erogati con compartecipazione alla spesa.
Come noto, il servizio di trasporto per utenti disabili a fini socio-riabilitativi è disciplinato dalla Legge Regionale 25 febbraio 2010 n. 4 (Norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali), secondo la quale “i comuni, associati in ambito territoriale, … concorrono alla copertura degli oneri economici derivanti dall’organizzazione ed erogazione del servizio di trasporto, in misura non superiore al 60 per cento del costo medesimo, restando a carico della ASL la quota residua di costo”, con la precisazione che “i criteri di compartecipazione al costo dovranno essere definiti in applicazione della normativa nazionale e regionale vigente in materia di valutazione della condizione economica dell’assistito e del rispettivo nucleo familiare” (art. 46, c. 2 e 3).
In linea con quanto deciso nel Coordinamento d’Ambito, con deliberazione commissariale del 23 dicembre 2025, è stato conseguentemente stabilito che l’eventuale quota di compartecipazione dell’utente sarà definita previa presentazione di un’attestazione ISEE in corso di validità, prevedendo in particolare:
– che il servizio sarà interamente a carico del Comune per utenti con ISEE inferiore ad euro 3.000;
– che gli utenti con ISEE pari o superiore ad euro 20.000 contribuiranno al 100 per cento del costo del servizio, con adeguamento a partire dal 1° marzo 2026.
Quanto ai servizi di Assistenza Domiciliare Sociale (SAD) ed Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), con la medesima deliberazione commissariale il Comune di Molfetta si adegua al Regolamento Regionale 18 gennaio 2007 n. 4, a norma del quale:
– gli utenti con ISEE inferiore ad euro 2.000 sono esentati da ogni forma di compartecipazione;
– gli utenti con ISEE pari o superiore ad euro 15.000 sono tenuti a corrispondere per intero il costo del servizio.
Le tariffe sono quindi parametrate all’ISEE dei beneficiari.
Le nuove disposizioni mirano in buona sostanza a garantire, nell’ambito territoriale di riferimento, requisiti omogenei per la fruizione dei servizi sociali, socio-assistenziali e socio-sanitari, evitando discriminazioni tra territori o tra persone con bisogni simili ma capacità economiche diverse.
Il Comune di Molfetta non mancherà di prestare la massima attenzione alle situazioni di particolare difficoltà, per le quali sono previste forme di sostegno dedicate. I Servizi sociali comunali saranno a disposizione per fornire informazioni, chiarimenti e supporto nell’individuazione delle soluzioni più adatte alle diverse esigenze, che saranno in ogni caso debitamente monitorate al fine di assicurare la migliore risposta ai bisogni dei cittadini, anche attraverso, ove possibile, mirati interventi correttivi».
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