Nella chiesa di San Giacomo “L’assunzione” di Gregorio Sgarra

L’opera sarà presentata ai cittadini domenica alle 11. Giovedì 27 ottobre prevista una dissertazione con la restauratrice Chiara Stella Sasso
È l’artista coratino Gregorio Sgarra a firmare la grande tela dal titolo L’assunzione di San Giacomo, voluta da don Gianni Rafanelli, parroco della chiesa dedicata al santo a Ruvo di Puglia.
L’opera sarà presentata ai cittadini domenica 23 ottobre alle 11.
«Essa – si legge nell’invito alla cerimonia – descrive il momento dell’assunzione del Santo. Il capo e lo sguardo in atteggiamento estatico, protesi verso l’alto. La figura appare assorta nel pensiero di abbracciare e raggiungere Dio, assorto nella meditazione in una luce “metafisica”. l piedi nudi, la lunga veste bianca, cinta da un esile cordone, la mantellina adagiata sulle spalle sulla quale è appuntata una conchiglia, simbolo identificativo dei pellegrini.
La figura è avvolta da un manto color cobalto che conferisce all’immagine movimento; due angeli in basso fungono da quinte sceniche partecipando con lo sguardo alla scena raffigurata. L’opera, dopo essere stata benedetta dal vescovo monsignor Domenico Cornacchia, rimarrà esposta in modo permanente nella stessa chiesa di San Giacomo.
Giovedì 27 ottobre alle 19, inoltre, sempre nella parrocchia, la restauratrice Chiara Stella Sasso terrà assieme a don Gianni una dissertazione artistica e teologica, partendo dall’analisi del dipinto di Sgarra.
Specializzata in conservazione e restauro di opere d’arte, Chiara Stella Sasso è accreditata presso la Soprintendenza Belle arti e Paesaggio della Puglia, nota per aver avuto esperienze di restauro di opere come “La deposizione” attribuita a Paolo Veronese, ubicata nella chiesa dell’Annunziata ad Ostuni, e “La vestizione di santa Chiara” di Andrea Miglionico nella chiesa di San Francesco da Paola ad Altamura, per le quali è anche curatrice di due monografie relative al restauro,
La storia del santo
San Giacomo, fratello di San Giovanni (evangelista), entrambi figli di Zebedeo, verrà definito Maggiore. Giacomo e Giovanni erano soprannominati da Gesù “tuonanti” per il loro carattere ricco d’impeto e di generosità. San Giacomo è stato uno dei primi martiri (fatto decapitare da Erode Agrippa nel 44) ed evangelizzatore della terra iberica.
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