“Nel profumo dei gigli”, la ricerca di una donna tra arte, passione e forza

Mariavaleria Stragapede

Venerdì la presentazione del romanzo d’esordio della giovane scrittrice Vita Iaia

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Un’interessante novità letteraria quella presentata venerdì nell’art gallery Clitorosso e promossa dalla libreria Pagine al caffè: il romanzo “Nel profumo dei gigli”, opera d’esordio della giovane Vita Iaia, pubblicato da Lupo editore e distribuito da Messaggerie.

Penelope è il nome della protagonista, nome che inevitabilmente si trascina dietro tutto l’amore e la tenacia della moglie dell’eroe Ulisse. Sono infatti tre le donne attorno a cui ruota la vicenda narrata dall’autrice sanvitese: un piccolo universo femminile in cui l’arte, la passione e gli affetti si intrecciano dando vita a una narrazione carica di sentimento in cui la poesia abbraccia la prosa. Penelope, una signora sulla sessantina dai capelli rosso fuoco e vestita di abiti sgargianti, approda in un piccolo paese di provincia con a carico bagagli e cicatrici, per cominciare la ricerca di una verità celata dietro un ritratto, unico sopravvissuto alla furia dell’autore, suo padre. Il quadro diventa una traccia d’amore, un mezzo attraverso il quale scoprire del suo passato e dei sui affetti.

Donna è Mafalda Russo, alter ego misterioso di Penelope Mazzotta. Donna è il paesaggio di San Vito, la terra natale a cui l’autrice si dichiara visceralmente legata e che definisce bellissima e forte, capace di resistere alle lunghe e aride giornate d’estate per poterle poi affrontare ancora.

L’omaggio ai gigli presente nel titolo del romanzo non può che essere la metafora di una donna capace di inebriare con la sua bellezza tanto quanto il fiore bianco dai bei petali è in grado di fare con il suo odore, capace di resistere alle avversità della vita e del contesto socio-culturale in cui agisce e di rimanere indelebile nel cuore di chi le sta accanto, come il polline dei gigli non riesce ad andar via da qualunque cosa con cui viene a contatto.

«Ogni immagine, personaggio, situazione nasce da un’emozione, da un sentimento, da un’esperienza personale» dichiara la scrittrice, che ha saputo creare un raro connubio tra l’universo femminile e l’arte, lo stesso che è stata abilmente in grado di riprodurre tra la sua personalità, forte ma allo tesso tempo sensibile, e le pagine del suo romanzo.

Di qui la scelta della location, la galleria di Daniela Raffaele, in arte Clitorosso, che ospita, in occasione della mostra “Up and down: oltre il limite della superficie”, la raccolta personale dell’artista dal titolo “Città liquide”. I dipinti, rappresentanti città quasi in procinto di sciogliersi nell’attesa di una metamorfosi, assumono spesso le tinte dell’oro, emblema e obiettivo dell’agire umano. Uno sguardo critico sulla realtà superficiale, al quale sono affiancate le fotografie della Dive information, nell’esposizione “Aqua di Puglia”, in cui le più variegate e colorate realtà marine sembrano quasi prender vita, regalando uno scorcio unico dei  fondali delle nostre acque. Ma la diversità tra la superficie e quel che vive nelle profondità del mare si espleta anche negli scatti fotografici dell’associazione italiana persone down (Aipd) di Bari, che sono in grado di comunicare quanto la diversità possa e debba essere fonte di ricchezza e mai di discriminazione.

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