Nel dialetto l’identità dei ruvesi

Maria Tedone

Successo per la prima della commedia “L’onore prime de tutte” messa in scena dal gruppo teatrale “Biagio Minafra”

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Torna il teatro dialettale a Ruvo grazie all’impegno, per la conservazione delle tradizioni e della lingua locale, del gruppo teatrale ‘Biagio Minafra’. Lo scorso 18 dicembre, presso l’auditorium del Liceo scientifico ‘Tedone’, è stata infatti rappresentata la nuova versione della commedia ‘L-onore prime de tutte’ scritta da Vito De Palo e diretta dall’autore e da Giovanni Caldarola. Le repliche sono previste per i giorni 8 e 15 gennaio con sipario alle ore 18.30.

Tra i personaggi storici del gruppo non potevano mancare ‘mba Cicce’, interpretato da Martino Lovino; Pasquariedde ( Maria Tambone); Agostino (Mimmo De Feo); nonna Addolorata (Angela Stasi) affiancati da attori ‘dilettanti ma non troppo’ come Paola Di Rella, Nicola Martinelli, Saverio Caldarola, Marco Ruta, Pino De Leo, Franco Paparella, Anna Turturo.

La trama, ricca di momenti di vita paesana trasporta lo spettatore più anziano a rivivere situazioni, familiari e non, vissute decenni or sono mentre fa conoscere ai giovani un mondo non loro ma proprio dei loro nonni a partire da alcune frasi coniate appositamente per il loro lavoro.

Quello che caratterizza maggiormente questo spettacolo teatrale è il mantenimento in vita della lingua madre ovvero di quel dialetto, ricco di proprie regole, conservatosi quasi intatto per quanto concerne il mondo agricolo nonostante lo sviluppo di nuove professioni. Appunto le periodiche rappresentazioni del gruppo ‘Biagio Minafra’ mirano a tenere aperto quel vocabolario rubastino ricco di detti, soprannomi, parole arcaiche rigidamente fondate si basi etimologiche latine.

Se a Ruvo vogliamo indicare la padella ricorriamo al latino “sartago” per cui la chiamiamo –sartascene e così per i lemmi –crè (lat. cras), –scèie (lat. sc-ire), –cerose (lat. cerasus) etc. Trattasi di un patrimonio culturale da conservare gelosamente che va divulgato attraverso il teatro e da pubblicazioni specialistiche e non, prima che sia troppo tardi.

Il Dizionario etimologico rubastino di Jurilli/Tedone, la raccolta di proverbi di Stragapade/Bucci, i racconti e canti folk di Nicola Stragapede, le poesie di Nicola Campanale e di Pietro Stragapede, le commedie di Vito De Palo stanno a testimoniare l’amore dei ruvesi verso il proprio dialetto la cui sopravvivenza deve stare a cuore agli amministratori comunali come anche ai giovani che devono ritrovare le loro radici culturali in ogni parola in vernacolo.

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