Necessario accelerare i tempi per la nuova sede della Regione

La Redazione
1 commenta

Il 2006 si presenta come un anno denso di impegni e programmi  importanti per la giunta Vendola che, secondo quanto dichiarato dallo stesso governatore regionale, dal Presidente del Consiglio Regionale, Pietro Pepe e dall’assessore alle Opere Pubbliche, Onofrio Introna, considera tra gli obiettivi prioritari, l’avvio al progetto di costruzione di una nuova sede per la Regione.

In merito alla questione, il consigliere regionale della Margherita, Pina Marmo, ha sottolineato l’urgenza di accelerare i lavori  per la realizzazione di una struttura unica che, da un lato garantirebbe una maggiore agilità ed efficienza  nei rapporti tra  uffici appartenenti ad uno stesso ente e dislocati  invece in diverse zone della città, dall’altro consentirebbe una fruizione più agevole per i cittadini.

 “Occorre fare quanto è necessario per dotare la Regione Puglia di una nuova, unica ed efficiente sede degli uffici– dichiara il consigliere Pina Marmo. La sollecitazione espressa a fine anno dal Presidente del Consiglio Regionale, prof. Pietro Pepe, va ripresa e rilanciata per scongiurare il rischio che anche questa legislatura si concluda senza la nuova sede. Occorre fare ogni sforzo perché questo accada dando una forte e decisa accelerazione: del resto se l’architetto Renzo Piano dice che si costruiscono città intere in tempi rapidi, questo può e deve valere per la nuova sede regionale, la cui realizzazione può tra l’altro essere anche tema di una sorta di cantiere-evento in cui seguirne passo passo la nascita.

 Fare la nuova sede– prosegue il consigliere- è necessario per una serie di ragioni che vale la pena ricordare: non solo quella della buona amministrazione e quindi della efficienza, efficacia ed economicità dell’azione della Pubblica Amministrazione, ma anche quella di evitare quello stillicidio quotidiano e continuo imposto ai cittadini-utenti della burocrazia regionale e agli stessi dipendenti regionali costretti a dividersi tra un numero infinito di sedi, diverse e lontane l’una dall’altra. Una sorta di tour della pratica che danneggia tutti e non rispetta il lavoro di chi vi opera. Faccio a titolo di esempio la stessa sede del Consiglio Regionale dove gli spazi sono sempre più angusti e degli stessi andrebbe anche verificata la messa a norma ai sensi della legge 626. I dipendenti vivono in ambienti di lavoro in cui il benessere personale ed organizzativo è parola vuota e vicina all’utopia: si pensi solo al parcheggio nei pressi dell’Estramurale Capruzzi per ammettere che vi è una grossa difficoltà per chi deve cercare un posto per la propria auto nelle vicinanze della sede del Consiglio.

 Oltre alle difficoltà di tipo logistico, la Marmo sottolinea quanto, la realizzazione di una nuove sede unica per la Regione, comporterebbe dei risparmi anche dal punto strettamente economico. La difficoltà– aggiunge la Marmo- è pure economica : mi risulta che molti dipendenti sono costretti a spendere somme non proprio irrisorie per il parcheggio a pagamento delle autovetture utilizzate per raggiungere la sede di lavoro. In attesa di soluzioni alternative (misure per incentivare l’uso di mezzi di trasporto alternativo, treno o autobus o, per esempio, di auto comuni a più dipendenti in partenza da comuni identici) molti dipendenti sono rassegnati e si sottopongono a questi esborsi in denaro. L’avvio concreto della costruzione della nuova sede deve essere allora una delle priorità, se non la priorità del 2006, come hanno assicurato il Presidente della Giunta, Nichi Vendola, l’Assessore alle Opere Pubbliche, Onofrio Introna, e come ha chiesto il Presidente del Consiglio Regionale, Pietro Pepe.

Nelle more– conclude il consigliere Marmo- vanno ulteriormente accelerati tutti i processi telematici che consentono scambi di informazioni e dati tra gli uffici oggi disseminati in tutta la città, ricorrendo anche a forme di telelavoro, pure domiciliare se occorre, per alcuni dipendenti. Ridurre o comprimere i tempi di mobilità di tutte le persone (dagli utenti ai dipendenti, dagli amministratori pubblici degli enti locali ai consiglieri regionali, agli assessori regionali) che hanno a che fare con l’Ente Regione deve essere un imperativo per tutti”.

 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!