#nastrinirossidocentipugliesi, la “Buona scuola” beffa il Sud. Emiliano rassicura: «Cercheremo di fare un miracolo»

Tante le voci che hanno protestato contro un algoritmo non trasparente voluto dal Ministero e i tagli alle cattedre proprio nelle zone ad alto rischio di dispersione
Oltre 100 insegnanti neoassunti, “vittime” delle promesse politiche della Legge sulla “Buona scuola”, sono stati ricevuti lunedì dal Presidente Michele Emiliano e dall’assessore all’Istruzione Sebastiano Leo.
La vicenda di questi docenti, costretti dopo anni di precariato a trasferimenti in scuole del nord pena la rinuncia al posto di lavoro, pare di non semplice risoluzione. Tante le voci che hanno protestato contro un algoritmo non trasparente voluto dal Ministero per l’Istruzione e i tagli alle cattedre proprio nel sud ad alto rischio di dispersione scolastica.
«I posti ci sono, anche per i docenti delle Gae – affermano i portavoce del comitato #nastrinirossidocentipugliesi, nato spontaneamente -. Noi vogliamo richiamare l’attenzione su una disparità terribile che si sta verificando con questa legge, più che in passato. Oltre ad averci assunti paventando la soppressione delle nostre graduatorie, il Governo ha effettuato i trasferimenti con incongruenze che nessuno riesce a spiegarsi. A questo si aggiunga anche che aspettiamo da anni un ampliamento in pianta stabile dell’organico, che permetterebbe a tutti, docenti di ruolo e precari, di lavorare con più serenità, senza classi pollaio e senza dover rimbalzare da un istituto all’altro. A che serve bandire concorsi o cambiare tante regole se gli abilitati all’insegnamento ci sono? Noi chiediamo solo questo, di non disperdere il grande patrimonio di competenze professionali e umane di noi docenti, mentre le cattedre continuano a rimanere vacanti, ma di equilibrare una situazione che non accontenta nessuno: famiglie, studenti e docenti. Che senso ha trasferire noi tutti in massa e lasciare sguarnite le scuole del sud?».
«L’anno scorso – ha dichiarato Michele Emiliano davanti alla sede del Consiglio regionale – avevamo previsto ampiamente quello che si sta determinando nei confronti dei nostri principali collaboratori, che per molti anni hanno consentito di far funzionare la scuola italiana sebbene non garantiti. Secondo noi la regolarizzazione degli insegnanti non si poteva effettuare solo con il concorso, perché se queste persone le hai utilizzate come e quanto ti pareva, la forza lavoro si può riorganizzare, ma a questa devono essere offerte compensazioni. Il personale delle forze dell’ordine infatti, quando viene spostato d’ufficio, ha diritto a un’indennità specifica per alleggerire i trasferimenti, come i trattamenti economici di missione.
Già l’anno scorso, avevo detto di essere disponibile come Regione a dare una mano, ma mi hanno detto che il fenomeno non esisteva o che riguardava pochissimi. Voi invece siete qui e ora sono in attesa di sapere se anche quest’anno mi sarei sbagliato e voi siete tutti finti, tutti delle comparse.
Sulla questione ho bisogno di parlare anche col sindacato e con la direzione scolastica regionale per cercare di fare il miracolo dell’anno scorso, quando in molti sono rimasti qui».
Anche l’assessore all’Istruzione Sebastiano Leo è intervenuto e ha confermato che «mercoledì prossimo, in conferenza delle Regioni, ci incontreremo con gli assessori delle regioni coinvolte dalla “Buona scuola”. E decideremo se portare la questione alla Stato-Regioni o chiedere un incontro al Ministro».
Intanto continuano le proteste che, in tutte le regioni italiane, hanno portato all’approvazione di mozioni sul modello di quella presentata nei giorni scorsi da Alfredo Pisicchio al Consiglio regionale pugliese per arginare un fenomeno che rischia di compromettere la serenità di tante famiglie.
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