Nastrini rossi: sciopero della fame e sit-in per i diritti al sud

La Redazione

«In barba alla tanto decantata continuità didattica, noi, costretti ad abbandonare le nostre famiglie per insegnare al nord, subiamo, da ormai due anni, continue critiche»

0 commenta

Ancora dissenso nel mondo della scuola per le decisioni prese dall’alto e “calate” nonostante le richieste dei docenti, in particolare del sud: i nastrini rossi, insegnanti trasferiti al nord nonostante le cattedre vacanti abbondino anche al sud, hanno iniziato uno sciopero della fame e hanno annunciato per oggi e domani una protesta a Bari:

«Continua lo sciopero della fame – si legge in un comunicato – e oggi e domani, lunedì 12 e martedì 13 giugno, sit-in per dire basta ai poteri forti che ci vogliono al nord. Noi nastrini rossi, docenti coattivamente trasferiti come pacchi postali con il piano assunzionale della “buona scuola”, sentiamo il bisogno, ancora una volta, di gridare il nostro dissenso: l’ultima nostra chance di riavvicinarci alle nostre famiglie sembrerebbe sfumare per subdoli ricatti dei poteri forti, con le notizie sconfortanti che raccontano di vincoli inseriti nel contratto per le utilizzazioni e assegnazioni provvisorie.

E questa volta siamo stanchi di chiedere ciò che è un diritto sacrosanto, per noi, in quanto cittadini italiani, donne e lavoratrici del sud. Ci sentiamo violate nei nostri diritti alla serenità familiare e lavorativa. Pertanto ci domandiamo: tutti i lavoratori hanno gli stessi diritti? La risposta a questa domanda sembrerebbe banale, ma purtroppo non lo è, noi docenti che abbiamo creduto nello Stato, noi, che ci siamo affidati ai consigli dei sindacati, noi, che siamo stati costretti ad abbandonare gli alunni di sempre (accettando la domanda di assunzione a tempo indeterminato, pena la cancellazione da ogni graduatoria), in barba alla tanto decantata continuità didattica e in “ultimo”, noi, costretti ad abbandonare le nostre famiglie per insegnare al nord, subiamo, da ormai due anni, continue critiche semplicemente per aver messo le nostre vite nelle mani dello Stato e dei sindacati. Ma alle critiche ormai ci siamo abituati, alle ingiustizie però non ci piegheremo mai.

Le assegnazioni provvisorie vengono derogate da più di tre anni, perché adesso questo accanimento che non tiene conto degli errori dell’algoritmo, di una mobilità nel 2016 fortemente discriminante per gli ex docenti neoassunti, di una mobilità nel 2017 che farà rientrare una piccolissima parte dei 25mila docenti trasferiti? Solo la Uil scuola in questo momento è al nostro fianco. Dove sono gli altri sindacati che dovrebbero difendere i diritti dei lavoratori?

Per questo oggi alle 10.30 e domani alle 17.30 (in rete con le altre regioni del sud), noi docenti dei nastrini rossi saremo di nuovo in sit-in sotto il porticato della regione Puglia in via Capruzzi. Perché i diritti sono di tutti».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!