Nasce la casa famiglia Kengah

Inaugurata lunedì scorso. I ragazzi che verranno ospitati avranno dai 3 ai 13 anni.
Kengah è un nome familiare per gli amanti dei film d’animazione, mamma della famosa gabbianella di Luis Sepùlveda, Fortunata.
A Ruvo nasce la casa famiglia Kengah, emblema di una madre che affida il suo cucciolo al mondo e che si fida del mondo in cui decide di farla nascere.
Kengah è la famiglia che molti ragazzi non hanno e ne supporta la mancanza. È l’occasione per ragazzi in situazioni socialmente difficili, di essere reinseriti e reintegrati in una società di per sé difficile e complicata.
L’appartamento in cui è sita la cooperativa è grande. Ha tre stanze da letto con due posti letto ciascuna, una cucina, tre bagni, di cui uno per diversamente abili, e una stanza giochi/ dell’operatore. Tutto è a norma di legge e pronto per accogliere una vera famiglia.
L’inaugurazione tenutasi lunedì 17, presieduta dal vescovo, ha visto protagonisti il presidente Roberto de Nichilo, ma soprattutto le tre educatrici Isa, Raffaella e Irene, e due volontarie, Angelica e Mariapia.
Oltre al parroco Don Giuseppe Pischetti e a Irene Turturo, il vescovo mons. Luigi Martella ha rivolto ai suoi auguri: durante la benedizione profonde parole di ringraziamento verso questa piccola cooperativa e verso tutte le case famiglia paragonandole a lanterne, piccole luminose luci che rischiarano il buio che ci circonda. «Punti luminosi come questi sono pochi, ma è un bene che ci siano», ha affermato il Vescovo.
I ragazzi che verranno ospitati nella casa famiglia avranno dai 3 ai 13 anni. Una casa minori, dunque, dove per via del tutto eccezionale, adesso vengono accolti due ragazzi di 14 e di 16 anni, uno dei quali è ospite di Kengah per un provvedimento d’urgenza.
Ha iniziato da poco a lavorare, la cooperativa Kengah, ma è da anni che le educatrici operano nel settore come volontarie Caritas.
«È un sogno che si avvera» dice Isa Brucoli, coordinatrice di Kengah. «È un centro di ascolto, dove possiamo intervenire ad hoc. Vogliamo promuovere l’individuo, e agire concretamente. Il nostro lavoro non si limita a stare con i ragazzi e a fare i turni per garantire una certa stabilità. Abbiamo rapporti con il Comune, il tribunale dei minori e l’ufficio minori della questura. Ci teniamo che i ragazzi finiscano il loro percorso di studi, che riescano ad inserirsi nella società.
Non posso esimermi dal ringraziare la Caritas che ci ha formate. L’imprinting che ci ha dato accompagna il nostro lavoro ogni giorno. Alla base di tutto c’è la solidarietà.
Molti condomini hanno spesso portato scorte di cibo, alcuni professionisti ci hanno aiutato senza nessuna richiesta di contributo. La casa famiglia non è un mondo a sé stante. Qui confluiscono energie positive dove regnano sovrane la sensibilità e la collaborazione.
Sappiamo che abbiamo bisogno del supporto fisso e continuo di un assistente sociale e di uno psicologo ma ci stiamo dando da fare affinché tutto sia pronto e funzionale nel minor tempo possibile. Ma abbiamo raggiunto questa meta con umiltà, sacrificio e positività».
Il pericolo che siano tacciati di assistenzialismo c’è. Ci si può chiedere quanto riescano ad integrarsi questi ragazzi, quali rapporti riescano a mantenere con i familiari e i parenti e quanto siano davvero capaci un domani, a sganciarsi dalle tenere coccole di queste mamme e a diventare degli adulti responsabili in una società esigente e difficile.
Ma l’ambiente familiare, sostegno di ogni esigenza ,e il confronto con il mondo circostante sono i punti focali di questa cooperativa, e non possiamo che aspettarci il massimo, da persone tanto motivate e prodighe per gli altri.
Commenti
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Finalmente qualcosa di buono a ruvo…sono proprio contento in bocca al lupo a Isa, Raffaella ed Irene.
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Chissà perchè amico/a (ewawe) dopo le “stronzate” che hai detto al commento 11, ero convinto che avresti avuto il buon senso di startene zitto, senza più mescolare opere meritevoli con la politica. E ti ripeto io odio i politici e la politica di qualunque colore(che fregano “eslusivamente” gli altri per propri beceri interessi) e disprezzo la Chiesa in quanto scuola di “non vita”
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ho visto la ferrea lealtà/fedeltà/onestà “rossa” che berlusconi tramite saccà è riuscito a comprare per soli 2 peli di fica
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Che squallore il commento 11. Pensare che vi è chi vede “inciuci e combine” anche in questo tipo di iniziative, che invece andrebbero incentivate e finanziate, è veramente penoso. In fondo Berlusconi “docet”: vede “rosso” quando gli altri lo sopravanzano o lo criticano. E credetemi è detto da chi non se ne è mai “fregato” niente di politica.
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il ritorno delle coperative rosse a ruvo,
ma i comunisti non mangiavano anche i preti ?
inciuci tra chiesa e comunismo,
questo impasto deforme produce
provvedimenti d’urgenza della cosa rossa per accattivarsi il clero per le prossime elezioni…e l’opposisizione che fà dorme ? -
In una realtà grigia, soprattutto per i più piccoli e indifesi, una tangibilità d’amore e di professionalità non può essere che accolta con il massimo entusiasmo e con i migliori e sinceri in “bocca al lupo”.
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Finalmente anke da noi! Grandi e in bocca al lupo!
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🙂 auguri vivissimi a voi ragazze e soprattutto ai piccoli che ospiterete!
ogni tanto…una bella e buona notizia! -
complimenti ragazze!
il vostro impegno e il vostro coraggio nell’intraprendere questo impegnativo percorso è ammirevole!
non fatevi scoraggiare da nulla e da nessuno,carissime: siete in gamba, chi vi conosce lo sa!
Auguri davvero a tutte voi; lo sapete, in pochi “APPARTENIAMO A QUELLA RAZZA DI SOGNATORI, CHE SONO GLI UOMINI LIBERI”(don Tonino Bello) -
non ho problemi ad uscire allo scoperto. Se parlo è solo perchè ho visto come sono in ambito “lavorativo”,(aiuto) spero solamente che abbiano fatto una GRANDE MA GRANDE formazione prima di intraprendere un cammino del genere..perchè devono educare e non far dell’ASSISTENZIALISMO inutile…i bambini vanno tratti con rispetto.BUONA FORTUNA!!!
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perchè chi fa critiche non viene allo scoperto?…caro il nostro nietzsche?
buon lavoro,irene e co. -
sono queste le cose di cui la nostra comunità ha bisogno (mi riferisco a quelle ruvese), non delle continue beghe politiche che tanto ci hanno rotto.
Complimenti ed un grosso “in bocca al lupo” alle educatrici (le ho viste perchè abito di fronte alla casa-famiglia). Mi piacerebbe sapere, se accetterebbero della roba usata (in buonissimo stato). -
Concordo con i commenti positivi della notizia. Sono certo che la casa famiglia Kengah saprà apportare enormi benefici alla comunità (anche senza costose vetrate colorate alle finestre…). Un augurio particolare ad Irene Turturo che conosco personalmente da almeno vent’anni, il cui impegno sociale non ha mai mancato di sucitare in me la più profonda ammirazione.
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forse xkè nn consci le educatrici soprattutto le due I..dio te ne liberi..poveri bambini!!!aiutateli!!!..se svolgono il servizio cm in caritas..possiamo morire e nessuno mai verrà educato!!!
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Auguro a tutte voi un buon operato e spero che finalmente Ruvo deve essere orgogliosa di questa iniziativa ,invece di criticare e deprezzare, incoraggiamo la buona volontà di queste ragazze che vogliono aiutare gli altri








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