Monsignor Mansi: «Una ferita ancora aperta, una tragedia che si sarebbe evitata se tutti avessero fatto il loro dovere»

Un monito alla responsabilità del vescovo di Andria:«Quando il denaro diventa valore assoluto, si sacrificano tanti altri valori: la giustizia, la verità, il bene comune»
Una tragedia la cui ferita è ancora aperta. Si è celebrato ieri, nella chiesa della Beata Vergine Immacolata di Andria, la celebrazione in suffragio delle vittime del disastro del 12 luglio scorso. Un momento di preghiera collettivo guidato dal vescovo della Diocesi alla presenza di tanti sacerdoti.
Ancora una volta estremamente significativa e di richiamo alla memoria e alle responsabilità l’omelia di monsignor Luigi Mansi: «Viviamo insieme un momento di fede e di affidamento al Signore. Passato un mese da quei terribili giorni, ancora passano come un film nella memoria visiva del nostro cuore tanti momenti vissuti. Le ferite sono ancora aperte e sanguinano dolorosamente. Il Signore parla al nostro cuore per dirci quali sono i valori veramente importanti della nostra vita e per darci la certezza che ora, paradossalmente, i nostri cari sono al sicuro». Ciò che conta, dunque, ciò che vale, sono gli insegnamenti da trarre da questa tragedia, un momento per riflettere sulla condizione umana.
«Il profeta Ezechiele ammoniva: “Vi rendete conto che non siete dei e che non dovete giocare con le vostre mire di grandezza con la vita delle persone?”. Un messaggio quanto mai prezioso, vero e attuale per noi che viviamo questi momenti particolari. Certamente la giustizia farà il suo corso, ma resta il fatto che questa e tante altre tragedie non si sarebbero verificate se tutti, tutti, a tutti i livelli, avessero fatto il loro dovere sentendosi uomini e non dei. Quando il denaro diventa valore assoluto, si sacrificano tanti altri valori: la giustizia, la verità, il bene comune. Non siate superficiali con la vita, perchè la superficialità ci porta a terribili cattiverie».
Momenti di dolorosa commozione culminati, al termine della celebrazione, nella lettura di una pagina degli scritti di madre Teresa dal titolo “Sono in viaggio per il paradiso”.
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