Mons. Girasoli trascorre il Natale con i carcerati di Kabwata Centrale (Lusaka)

Visita natalizia nel carcere di massima sicurezza di Lusaka.
Mons. Nicola Girasoli, in Africa, nelle sue vesti di Nunzio Apostolico in Zambia e Malawi per conto del Vaticano, ha scelto di trascorrere il Santo Natale con i prigionieri del carcere di Kabwata Centrale (Lusaka).
Un posto dove la sofferenza umana tocca apici indescrivibili. Un carcere sovraffollato con 1700 (millesettecento detenuti) in un posto che é stato costruito per 300 detenuti. 450 carcerati sono malati di AIDS. C’é una mortalita in carcere di circa dieci detenuti al mese.Le condizioni dei prigionieri sono assurde e inumane. Molti di loro sono in prigione preventiva ed in attesa di giudizio.Molti sono poi immigrati di Paesi limitrofi specialmente della Repubblica Democratica del Congo e Angola.
Dall’omelia si capiscono i toni piuttosto decisi che il prelato di origini ruvesi ha usato, chiedendo ai prigionieri di sperare e non lasciarsi prendere quindi dalla disperazione e di aiutarsi vicendevolmente. Ha detto: “Sono venuto tra voi non per dirvi che cosa dovete fare, ma come messaggero di pace e di speranza per regalarvi un sorriso, il sorriso del Santo Padre Benedetto XVI, un sorriso di pace”.
Inoltre ha aggiunto: “Conosco le vostre gravi difficoltá, specialmente quelle legate al fatto che molti di voi attendono una sentenza in tribunale”. Ha quindi rivolto un appello ai governanti affinché vengano migliorate le condizioni di vita dei carcerati.
Mons. Girasoli è stato accompagnato dalle Suore di Madre Teresa di Calcutta (Missionarie della Caritá) ed da 20 Novizi dei Gesuiti. Dopo la Messa cui hanno partecipato praticamente tutti i detenuti ha distribuito a ciascuno un piccolo pacco contenente sapone e zucchero.
La stampa e la televisione Nazionale hanno dato ampio rilievo alla “storica” (cosí l’hanno definita) visita del Nunzio al carcere di massima sicurezza di Kabwata.
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