Mirko Signorile: come perdersi tra leggeri e soffici brani d’autore.

Signorile si fa trasportare come preso dalla corrente della sua musica, a volte sembra non rispondere delle sue azioni disattivando il controllo di mani e braccia che libere disegnano schizzi musicali
Stasera alle 20,30 Signorile chiuderà le serate del Talos Festival presso l’ex convento dei Domenicani, che si sposterà nella caratteristica piazzetta Le Monache.
Mirko Signorile, nato a bari il 3 febbraio del 1974, suonerà pianoforte solo.Nel 1997 frequenta i corsi estivi di Siena Jazz studiando con Franco D’Andrea, Enrico Pieranunzi e Enrico Rava. La Fondazione gli conferisce la borsa di studio come miglior pianista. Durante questo seminario incontra il vibrafonista Pasquale Bardaro ed il contrabbassista Mauro Gargano con i quali fonda il “Quartetto Moderno”.
Angelo Ruggero dice di lui che senza nessun freno inibitore lascia che la musica lo trasporti e lo assoggetti anche fisicamente. Il suo sgabello non riesce mai a vederlo fermo, le sue gambe si agitano e non poche volte si ritrova a suonare in piedi, proprio come spesso accade a Keith Jarrett, uno dei suoi musicisti guida che si avverte in molti passaggi del fraseggio. Ci si perde dietro le note del suo piano così leggero e soffice, ma anche carico ed espressivo allo stesso tempo. Il suo secondo brano va avanti spedito; brano che poi annuncerà essere una sua composizione ancora senza un titolo, come a voler ribadire il suo estro e i suoi attacchi d’arte che a volte non possono trovare una collocazione neppure in un titolo per quanto fuori dagli schemi e sopra le regole.
Signorile si fa trasportare come preso dalla corrente della sua musica, a volte sembra non rispondere delle sue azioni disattivando il controllo di mani e braccia che libere disegnano schizzi musicali imprevedibili e apparentemente casuali. Si arriva in un punto di massima concentrazione di suoni e di colpo il marasma si interrompe per lasciare improvvisamente la scena al suo piano che quasi sembra un docente con il compito di ristabilire la calma tra i vivaci discepoli. Delicato avanza il fraseggio dei tasti per mettere ordine, per poi ricominciare a rincarare la dose e a riprendere il flusso di suoni ed emozioni momentaneamente fermato. L’improvvisazione la fa da padrone, regna per un altro po’ nell’aria, fino alla magica ricomparsa del tema iniziale e di quel ritmo onomatopeico che torna ad accarezzare i sensi con grazia e semplicità.
Ascoltare talenti come Signorile è raro e il Talos Festival ci dà l’opportunità, per sette giorni di seguire musica d’essai, nella nnostra città.
Commenti
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serata dal sorriso di luna con venere, l’unica stella che si rifletteva nel chiostro di un ex convento, splendente in trigono…naturalmente la solita solfa, magari con talento.
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Lo hai già visto? come fai a giudicare? non c’è stato ancora il concerto!
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chissa’,magari massimo DEGRADO stasera potrebbe sorprenderci suonando al posto di Signorile improvvisando su una progressione alterata di un II V I con modulazione a un mezzo sopra…stile miles davis!!!che ne dici DEGRADO!!!COME TI STA BENE STO NOME!!!








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