«Mio figlio escluso da teatro perchè autistico»: la denuncia di una mamma ruvese

Teatro Comunale di Ruvo di Puglia
Il Nuovo Teatro Comunale respinge le accuse: «Il bambino non era a suo agio in quel contesto»
«Mio figlio è stato escluso dal laboratorio teatrale perché autistico». È la denuncia della mamma di un bambino di sette anni che non ha potuto partecipare al laboratorio “Uccelli”, organizzato nel Nuovo Teatro Comunale di Ruvo di Puglia, dopo che – a suo dire – vi erano state della rassicurazioni sul fatto che la sua disabilità non fosse un problema.
La vicenda, raccontata dal Corriere del Mezzogiorno, risale allo scorso 15 marzo.
Stando a quanto riferito dalla signora, il 19 febbraio si era recata in teatro per iscrivere il bambino al laboratorio teatrale. Durante il colloquio, ha spiegato chiaramente la condizione del figlio e chiesto se ci fossero problematiche legate alla sua partecipazione. La risposta, secondo quanto riferito dalla madre, è stata rassicurante: «Nessun problema». Inoltre, la preiscrizione online del 26 febbraio non aveva sollevato alcuna obiezione.
Tuttavia, il 15 marzo, quando il bambino ha partecipato al laboratorio per la prima volta, la situazione è cambiata drasticamente. Dopo solo dieci minuti dall’inizio dell’attività, la madre è stata chiamata d’urgenza a ritirare il bambino. La giustificazione fornita è stata che il piccolo «non cantava come gli altri» e si era avvicinato troppo alla tastiera mentre un attore suonava. Una spiegazione che ha lasciato la madre profondamente perplessa. Nella sua lettera, inviata ad alcuni organi di informazione per denunciare l’accaduto, ha scritto: «Non sarebbe stato più giusto dirmelo subito, invece di creare una situazione così mortificante per lui?». La donna si è anche offerta di restare al laboratorio per supportare il figlio, ma la proposta è stata respinta.
Lasciando il teatro, il bambino ha chiesto alla madre: «Mamma, perché non posso restare?». Un interrogativo che ha pesato sul cuore della madre, sottolineando la dolorosa esclusione di un bambino che, come tanti altri, avrebbe solo voluto avere la possibilità di partecipare.
La madre ha sottolineato che, in altre occasioni, suo figlio è stato ben accolto in attività di gruppo come il ciclismo e la musica, dove le sue necessità sono state comprese e supportate. «Probabilmente, mio figlio non merita ciò che ha subito», ha scritto, chiedendosi perché, proprio nel teatro, che dovrebbe essere un luogo di crescita culturale e sociale, non si sia trovato un modo per includerlo.
Il Teatro Comunale: «Nessun atteggiamento discriminatorio»
Il Nuovo Teatro Comunale, dal canto suo, ha respinto le accuse. «Da sempre lavoriamo anche con bambini e ragazzi con disabilità. Valutiamo un primo approccio del bambino all’esperienza e se l’approccio non è positivo preferiamo interrompere l’esperienza stessa e consigliare eventuali altre attività» spiega Katia Scarimbolo, direttrice del teatro. «Siamo dispiaciuti per l’accaduto ma non possiamo accettare che ci venga attribuito un atteggiamento discriminatorio. Tutt’altro. Le frequenti attività con bambini con bisogni specifici porta la nostra struttura a essere molto protetta. Ed è questo senso di protezione che ci ha portato a comunicare alla mamma che l’attività scelta non era ideale per il suo bambino» ha concluso.
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