Minimalismo in due atti, tra comunicazione e arte

Sabato 28 febbraio, presso La Mancha, la comunicazione minimale e utopica del poeta maledetto Carlo Maria Rogito e il minimalismo musicale di Jonny Halifax and the Howling Truth
E’ chiaro ormai a tutti che la comunicazione con l’avvento dei social ha subito in un brevissimo lasso di tempo delle mutazioni sintattiche e di forma radicali portando con sé aspetti negativi e benefici.
Sicuramente ha reso la cultura e l’informazione più fruibile ed ha reso tutti più critici e giornalisti della vita sul web. Di pari passo si è sviluppato un modo di informarsi poco esauriente basato più sulla quantità che sulla qualità di ciò che si legge, una ricerca compulsiva e tossica di informazioni, un continuo riciclo di articoli,molto spesso partito da male informati,che si diffondono a macchia d’olio sui social, ma anche, a mio avviso, un perbenismo di fondo molto spesso falso e spiazzante.
Lo “scapigliato” Carlo Maria Rogito nasce in questo contesto, eroe-poeta foggiano, giunto fra noi a mettere ordine e sottile humor nel mare di input scadenti. In particolare, nella serata di ieri a “La Mancha”, lo ha fatto leggendo le sue “opere” con grande partecipazione del devoto pubblico ospitante. Il modo con cui affronta i temi sempre attuali nelle sue poesie è totalmente innovativo e originale, in contrapposizione a quel riciclo di cui sopra, esasperando quell’estetismo di facciata che invade la rete con l’uso di slang originalissimi, giochi di parole sgrammaticate e frasi ad effetto senza punteggiatura.
La novità,e il motivo anche di tanto seguito in rete,è proprio questa tecnica personalissima di scrittura creativa, per intendere infatti appieno il senso del suo umorismo non basta ascoltare le sole parole (come per esempio in uno spettacolo di stand-up comedy), bensì occorre necessariamente avere di fronte il testo.
Dopo la perfomance del “Maestro”, passato il tempo necessario per una birra e lo scambio di opinioni sulle poesie più divertenti, l’atmosfera è cambiata radicalmente, le luci rosse del bunker hanno illuminato il palco e due ragazzoni londinesi se ne sono impossessati, è stata la volta di Jonny Halifax and the Howling Truth, in arte Honkeyfinger (che era già stato ospitato nella vecchia sede de La Mancha) e Martin Kingdom.
In prima persona ho seguito l’esibizione dal primo accordo distorto all’ultimo urlo disturbato e quella che seguirà non vuole essere più di tanto una recensione,ma la descrizione delle emozioni provate da me e dalla gente che riempiva la sala, la narrazione degli ambienti sonori ricreati dal duo e il percorso interiore che questo tipo di sound accompagna.
Avete mai immaginato di sedervi in un confessionale di una qualche chiesetta sconsacrata di campagna e avere di fronte, come vostro confessore, il proprio Es, a cui poter confessare i vostri più nascosti e oscuri peccati? Provateci, se ci riuscite, capirete che la confessione non è mai stata così piacevole e liberatoria, capirete che in realtà il vostro confessore acconsentirà ad ogni vostro “reato”.
Per ricreare questo “wall of sound” I due utilizzano chitarre slide, armoniche, synth vintage, fuzz machines, una miriade di effetti a pedale, amplificatori valvolari (Honkeyfinger), Fender Stratocaster Relic, wha e batteria (Martin Kingdom). Il tutto guidato da una voce che non vuole cantare ma esasperare e accompagnare il <dolce naufragar in questo mare>.
L’esibizione alternava momenti di pace apparente e sound scarno con arpeggi distorti psichedelici a scene di turbamenti industrial, ritmiche punk e bending armonicistici che insieme alla slide guitar riportavano alla mente sonorità classiche del blues del delta. L’album eseguito in questa onirica serata “The Bestial Floor” uscito l’ 11 novembre 2013, è composto da pezzi come “Stormbringer” “Creeping Jesus” “Wiseblood” che richiamano a atmosfere acid dark, apocalittiche, i testi sono preghiere urlate a qualche entità superiore, quasi a richiamarla al proprio dovere ma allo stesso tempo rinfacciarli la condizione dell’uomo del nostro tempo.
Di influenze musicali se ne possono citare tante ma sembra superfluo in confronto all’originalità di Jonny Halifax and the Howling Truth che hanno allietato questo sabato sera ruvese.
Citando il sommo poeta e il suo metro per valutare e dare un voto alla serata:
★★★★★ LEVEL: MEGAPOWER
Commenti
-
Bell’articolo: Carlo Maria Rogito lo conosco e quindi la descrizione della sua performance ne rende benissimo la natura. Il duo invece no, ma dalla cronaca appassionata che ho letto già mi piacciono. Bravi tutti, anche La Mancha, let’s go on!








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti