Microprestito, l’assessore Piemontese: «Impegno nel rendere subito accessibili e utili i contributi»

La misura, inserita nella manovra regionale da 665 milioni di euro, è destinata a microimprese, titolari di partita Iva, lavoratori autonomi e liberi professionisti
Sono pensati per avere subito a portata di mano le risorse per la ripresa i primi due avvisi – sul microprestito e “bonus occupazione” per turismo e cultura – della complessiva manovra di 665 milioni di euro, elaborata dalla Regione Puglia a contrasto della crisi economica e sociale causata dalla pandemia Covid-19. Una manovra che conta 215 milioni di euro in più rispetto a quanto già approvato con la Delibera di programmazione dell’aprile scorso; riguardano il microPrestito rivolto a microimprese, titolari di partita Iva, lavoratori autonomi e liberi professionisti.
«Dopo il confronto con il Governo nazionale e il partenariato economico e
sociale, siamo nelle condizioni di attivare le misure per accedere
concretamente e, soprattutto, velocemente al complesso quadro di sostegno
elaborato mobilitando tutti gli uffici regionali e Puglia Sviluppo, la società
della Regione Puglia che gestisce gli incentivi alle imprese», ha spiegato
l’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione unitaria, Raffaele
Piemontese, precisando che «il complesso delle risorse a disposizione è
cresciuto fino a 665 milioni di euro, attinti dalle risorse del nostro POR
FESR-FSE 2014-2020 che avremmo dovuto impegnare da qui al 2023, senza nulla
togliere agli investimenti che avevamo già programmato e potendo contare su una
restituzione da parte del Governo nazionale attraverso le future distribuzioni
addizionali del Fondo di Sviluppo e Coesione che saranno disposte con delibere
CIPE».
Nel dettaglio, sono impegnati 560 milioni di euro dal Fondo Europeo di
Sviluppo Regionale e 85 milioni di euro dal Fondo Sociale Europeo.
La maggior parte, 256 milioni di euro, è destinata all’avviso per il “microPrestito”
rivolto alle microimprese e ai lavoratori autonomi, che potranno contare anche
su una quota di “fondo perduto” pari al 20 per cento del prestito che sarà
concesso direttamente dalla Regione Puglia, attraverso la società Puglia
Sviluppo, dunque senza l’intermediazione delle banche.
Il Titolo II, rivolto al capitale
circolante delle imprese e quello destinato al settore turismo, può contare su
un budget complessivo di 200 milioni di euro.
Ammontano a 50 milioni di euro i fondi per potenziare le garanzie pubbliche
a sostegno di nuova liquidità già poste in essere tramite i Confidi, la
garanzia di Puglia Sviluppo e Mediocredito.
Alle misure di welfare, di sostegno e di integrazione al reddito per le
fasce più deboli e disagiate dei cittadini pugliesi in condizione di maggiore
difficoltà economica e sociale sono destinati 85 milioni di euro che si
aggiungono alle molte altre risorse già impegnate dalla Regione Puglia.
Dei 665 milioni di euro complessivi della manovra, 29 milioni di euro
saranno comunque indirizzati al settore della sanità, e potranno crescere
ulteriormente.
L’accesso al microprestito è senza dubbio la misura più attesa anche perché
pensata per raggiungere una platea molto ampia di beneficiari: possono essere
ditte individuali, società in nome collettivo, società in accomandita semplice,
società cooperative, società a responsabilità limitata anche in forma
unipersonale e semplificata, attività professionali in forma singola o
associata e anche associazioni sportive con partita Iva.
«Se il Titolo II che regola gli aiuti alle piccole e medie imprese è rivolto
alle immediate necessità legate ai debiti a breve scadenza, come stipendi,
bollette, affitti e approvvigionamento del magazzino – osserva Piemontese –, il
microprestito è pensato per il sistema produttivo, le attività professionali, i
lavoratori autonomi e le partite Iva che potranno accedere a prestiti a tasso
zero per massino 30 mila euro, finalizzati a ricostituire la liquidità
necessaria a sostenere la ripresa, erogati direttamente dalla Regione Puglia
tramite la società Puglia Sviluppo, con procedure semplificate e da restituire
in cinque anni».
«Il punto chiave che abbiamo affinato in queste settimane, sintonizzando
l’organizzazione delle attività amministrative sui bisogni reali che abbiamo
censito – spiega ancora l’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione
unitaria – riguarda il meccanismo della restituzione, per cui la somma viene
subito erogata integralmente, ma si comincia a restituirla un anno dopo,
spalmata in 60 rate mensili e con le ultime 12 rate mensili abbonate».
«Semplicità e velocità saranno la chiave di tutto – conclude
l’assessore Piemontese – perché dobbiamo assolutamente essere in grado di
rendere facile l’accesso e utili subito i contributi. Perciò ci siamo obbligati
con l’Unione europea a spendere entro il 31 dicembre di quest’anno tutte le
risorse che abbiamo deciso di impegnare per l’emergenza economico-sociale
causata dalla pandemia».
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