Michele Pellicani vince il Premio D’Accolti con “Monte Conero” di Piantoni

ll M° Michele Pellicani
Il musicista ruvese si è classificato primo nella sezione B del Concorso nazionale di trascrizione “Davide Gaetano D’Accolti”
Testo a cura di Antonio Visicchio
Dal Teatro Norba di Conversano a Ruvo di Puglia: il nome che resta, dopo la serata del 17 dicembre, è quello del M° Michele Pellicani. Il musicista ruvese si è classificato primo nella sezione B del Concorso nazionale di trascrizione “Davide Gaetano D’Accolti”, dedicato al ricordo del giovane Davide D’Accolti e sostenuto dal Consiglio regionale della Puglia con il supporto del Comune di Conversano.
Concerto e premiazione hanno avuto un obiettivo preciso: dare “nuova vita” al materiale conservato nel fondo dell’Associazione Musicale Centro Studi “Giuseppe Piantoni”, trasformando un patrimonio d’archivio in repertorio vivo. Le opere poste al centro del concorso erano due: San Francesco d’Assisi (1940), originale per organo, e Monte Conero (1941), serenata originale per pianoforte composta ad Ancona.
È su “Monte Conero” che Pellicani ha costruito il lavoro premiato: una trascrizione con strumentazione – in termini tecnici, un’orchestrazione – per banda sinfonica (symphonic band). La scrittura pianistica viene ripensata attraverso l’organico di fiati e percussioni: la melodia resta riconoscibile, ma la tessitura viene ripensata. Pellicani redistribuisce temi e accompagnamenti nell’organico di banda, valorizzando colori strumentali, equilibri tra sezioni e progressioni dinamiche. Il brano, dedicato al rilievo marchigiano e al mare che lo circonda, guadagna così una nuova profondità sonora.
Nel tessuto musicale affiorano colori spagnoleggianti e un gusto lirico che sa di sentimento e giovinezza; nel manoscritto compare inoltre l’indicazione “tempo di tango”. Un dettaglio che fotografa un primo Novecento già attraversato da ritmi moderni, entrati anche grazie alla circolazione di dischi e radio e ai legami culturali tra Italia e Argentina.
Sul palco del Norba, le trascrizioni vincitrici sono state eseguite dalla sezione di fiati dell’Orchestra Filarmonica Pugliese, diretta dal Magg. Filippo Cangiamila, bacchetta della Banda Musicale dell’Esercito Italiano. I lavori sono stati valutati da una Commissione presieduta dal M° Nicola Scardicchio, con la direttrice d’orchestra Caterina Santoro tra i membri.
Il risultato di Pellicani non è casuale. Nato nel 1995, clarinetto di formazione, ha consolidato negli anni un profilo che unisce pratica strumentale e scrittura: diploma, studi di composizione e un focus specifico sulla strumentazione per banda. Nel curriculum compaiono premi e menzioni, oltre a collaborazioni come orchestratore e arrangiatore con rinomate orchestre in Italia e all’estero. A coronare la serata, una dedica sentita ai suoi due maestri di riferimento, Daniele Bravi e Mario Gagliani: due guide che gli hanno acceso l’ardore e l’amore per la musica, insieme al metodo necessario per trasformarli in sublime mestiere.
Per Ruvo di Puglia, questo risultato è più di una buona notizia: è una conferma. Conferma di una città che, nella tradizione bandistica, non ha mai avuto soltanto un patrimonio da celebrare, ma una scuola di rigore, di suono e di cultura musicale. E conferma, al tempo stesso, di una vocazione che Ruvo ha sempre riconosciuto e coltivato: quella dei musicisti capaci di scrivere, leggere e reinventare la musica con competenza, senza tradirne l’anima. Il primo premio di Michele Pellicani, in questo senso, non archivia la tradizione: la rilancia, restituendole voce e futuro.
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