Medicane? Non lo è. Da MeteOne: «Semplice perturbazione autunnale. Forti temporali solo su materano»

Abbiamo contattato il blogger Daniele Chierico, tra i fondatori dell’associazione nata da tre ragazzi appassionati di meteo con sede ad Altamura. Con lui abbiamo fatto il punto sulla situazione
Data la difficoltà di ricostruzione di un evento atmosferico lanciato per giorni come una delle perturbazioni più forti degli ultimi anni assumendo la formazione di un uragano, abbiamo contattato un appassionato di meteo, Daniele Chierico, blogger e gestore di MeteOne Puglia e Basilicata.
Medicane o non Medicane? Che perturbazione sta per colpire la nostra regione?
Non è assolutamente un Medicane, contrazione di Mediterranean Hurricane. Un Medicane c’è stato la settimana scorsa, ha sfiorato la Sicilia orientale e si è diretto verso la Grecia, dissipandosi in Turchia. Questa è una semplice perturbazione autunnale, legata a una depressione mediterranea.
È stata emanata allerta gialla e arancione dalla Protezione civile per la zona del nord barese. Quanto saranno intensi gli eventi atmosferici a carattere piovoso?
Ci potrebbero essere locali forti temporali sulle zone interne murgiane e del materano nel pomeriggio di domani, gli effetti saranno però limitati ad alcune zone.
Subito dopo il passaggio di questa perturbazione, che autunno ci aspetta?
Puntualizzando che le previsioni a lungo termine o stagionali sono sempre un azzardo e che solamente a tre giorni sono affidabili. Per questo autunno, visti gli indici climatici, potremmo avere una prevalenza di affondi atlantici, che si tradurrebbero in sciroccate per la nostra regione. Quindi tempo in prevalenza uggioso.
Una curiosità. Dato il problema creatosi con l’allarme Medicane, in Puglia potranno mai giungere formazioni del genere?
I Medicane si sono già formati in passato nel Mediterraneo. Sono rari, ma non impossibili. C’è una documentazione storica e studiata di questi fenomeni. Si formano in prevalenza nel basso tirreno o nello Ionio, dove la più ampia superficie di mare permette la loro formazione. Si formano solitamente a fine estate, quando il mare è più caldo e molto raramente hanno colpito le regioni italiane. Le zone più a rischio per questi fenomeni sono il Salento, la Sicilia, la Sardegna e l’arco ionico.
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