Matrimonio italo-indiano, la soluzione proposta dell’hair stylist Michele Ciliberti

Francesca Elicio

Lui originario di Ruvo di Puglia, lei di Singapore. Si sono conosciuti sul posto di lavoro e si sono sposati con rito indiano lo scorso giugno. Hanno però voluto ufficializzare il tutto in Italia

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Un matrimonio italo-indiano. E’ questa l’ultima novità che ha visto come protagonista Ruvo di Puglia ed in particolare che ha permesso all’acconciatore Michele Ciliberti di rendersi partecipe di una cerimonia per così dire “etnica”.

Non è il primo importante incarico per Michele, che già in passato è stato in Germania, a Francoforte, per assistere ai Campionati Mondiali, traendone spunti per nuove ed audaci linee stilistiche, continuando ancora con Barcellona, Parigi, Londra e Madrid per una full immersion nel mondo dell’hair fashion, un meeting a cui partecipano stilisti di tutto il mondo. Non sono mancate le passerelle di eccezione, come quelle al Teatro Greco in Roma o a Milano, per il meeting “Milano Acconciatura” presso l’Hotel Leonardo da Vinci, o a Salsomaggiore per “48 ore di bellezza”. Senza dimenticare la giornata trascorsa ad acconciare il modello svedese Marcus Schenkenberg, giunto in Puglia, a Cerignola, per lanciare una nuova linea di moda.

Non esita a raccontarci cosa gli è accaduto: Due giovani di Singapore, lui ruvese trasferitosi lì per lavoro e lei indiana, hanno convogliato a nozze lo scorso giugno, ma hanno voluto ripetere la cerimonia anche nel paese dello sposo lo scorso 6 agosto.

A raccontarci la storia è proprio l’hair staylist che afferma di aver visto la sposa solo il giorno prima del matrimonio, non sapendo neanche si trattasse di una futura sposa. «Lei infatti- ci spiega Michele- aveva prenotato una semplice piega e io, ignaro di tutto, avevo accettato. Grazie ad alcune voci dei parenti dello sposo ho capito che si trattava di un evento alquanto raro qui a Ruvo di Puglia. Mi stavo rendendo protagonista di un matrimonio etnico e comunque data l’importanza, ho suggerito alla sposa di creare qualcosa di particolare, rimanendo sempre semplice. E così è stato.  Ci siamo visti la sera prima per il lavaggio e la mattina del matrimonio per sistemare l’acconciatura e per il trucco. La cosa che ho notato in questo matrimonio è stata la semplicità con il quale è stato vissuto il tutto, diversamente da ciò che accade per i tipici matrimoni italiani dove si pensa molte volte all’immagine esasperata dando poco valenza al fatto che la sobrieta’ dell’acconcoiatura molto spesso fa piu’ rumore di un qualcosa molto costruito ed elaborato. La sposa poi era bellissima e quindi non è stato difficile trovare qualcosa di semplice ma efficace».

Una esperienza molto particolare quella vissuta da Michele Ciliberti, che ha potuto vivere l’emozione di una sposa non italiana (cosa che è già accaduta altre volte, ma che non ha mai riguardato una ragazza indiana)  la sua tranquillità e i suoi modi di fare molto differenti da ciò che ogni giorno viviamo.

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