Maria Pia Romano a Nardò

La scrittrice beneventana, ruvese d’adozione, presenterà il suo romanzo “Dimmi a che serve restare” e dialogherà con Giuseppe Tarantino
Nell’ambito della rassegna “A Franco sarebbe piaciuto, Incontri d’autore ” sarà presentato venerdì 2 settembre alle 20.30 in piazzetta Delle erbe a Nardò, nel leccese, il romanzo della scrittrice ruvese d’adozione Maria Pia Romano edito da Il grillo, dal titolo “Dimmi a che serve restare”. Reduce lo scorso fine settimana da Libri nel borgo antico a Bisceglie, l’autrice dialogherà con Giuseppe Tarantino.
L’opera racconta una storia d’amore e di mare, il canto di un’assenza che si snoda in dieci anni: il tempo per diventare grandi e per capire, sempre cantando le canzoni dei Negramaro. Amori proibiti e amori necessari che nascono nel Salento, che con i suoi colori e la sua musica diventa luogo dell’anima dei personaggi, personalità inquiete in cerca di risposte, che la vita darà loro solo quando smetteranno di chiederle.
La trama
Estate 2005: due amici, uno neopatentato, l’altro in procinto di diventare maggiorenne, decidono di trascorrere una giornata in spiaggia e poi di andare al concerto dei Negramaro a Gallipoli. Adorano quella band e conoscono a memoria tutte le canzoni, ma per uno scherzo del destino non arriveranno mai a quel concerto.
Trascorrono gli anni: l’assenza diventa presenza nel racconto di chi ha amato. Un uomo rivive attraverso i sogni segreti di suo figlio, che si inventa un nome e degli amici immaginari per sfuggire alla paura; attraverso il ricordo del padre, che nel dialogo con il mare affonda le sue malinconie di genitore che vive il lutto più atroce; attraverso i pensieri della donna che lo ha amato per dieci anni, in punta di piedi, scegliendo di restare sullo sfondo.
L’autrice
Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976 ed è iscritta all’Albo dei giornalisti dal 2000. Collabora con testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica e comunicazione scientifica, uffici stampa e organizzazione di eventi.
Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, Linfa (LiberArs, 1998), L’estraneo (Manni, 2005), Il funambolo sull’erba blu, (Besa 2008) e La settima stella (Besa 2008) e i romanzi Onde di follia (Besa 2006), L’anello inutile (Besa 2011-2012-215), che ha ottenuto le tre penne della rubrica di Rai 1 Billy il vizio di leggere ed è stato finalista al premio Nabokov, e La cura dell’attesa (Lupo 2013), vincitore dei premi Libriamola 2013, Carver, Il tombolo Città di Cantù e Città di Mesagne.
Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per i suoi lavori. Alcune sue opere in versi sono inserite nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa, in provincia di Caserta. È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il festival della letteratura italiana in Brasile del 2011.
Commenti
-
Grazie mille per lo spazio, siete gentilissimi!








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti