Maria Pia Paganelli, la poetessa delle parole taciute

Luana Lamparelli

Dall’esordio a Ruvo alla consacrazione di una poetessa di Corato nel suo paese natio

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Lo scorso venerdì si è tenuta a Corato, presso la cantina sociale Terra Maiorum, un’importante iniziativa. Protagonisti della serata: giovani artisti, moda, pittura,
cantanti, giornalisti e una poetessa. Il tutto organizzato e coordinato dal giornalista Carlo Sacco.

Si tratta di “Moda in Cantina”, iniziativa che ha aperto le porte della cantina sociale di Corato non solo agli artisti, ma anche al pubblico, in una veste insolita e molto suggestiva. A partecipare all’evento molti cittadini di Corato e anche dei paesi limitrofi, sinonimo dell’entusiasmo con cui l’evento è stato accolto.

Tra cisterne e botti di vino, si è potuto ammirare il talento di tre giovani stilisti e del maestro Vincenzo Mascoli, oltre alle perfomance del “Rally Celentano” – sosia ufficiale di Adriano Celentano -. Ha partecipato alla serata anche il giornalista Giampaolo Balsamo, presentando il suo ultimo libro “Vegliando oltre il
cancello”.

La vera sorpresa, però, è stata una poetessa, presente sulle scene della serata anche nella veste di conduttrice, al fianco di Carlo Sacco.

Lei è Maria Pia Paganelli, coratina doc, che dal 2009 ha avviato a Ruvo, insieme ad altri soci, un’importante realtà associativa e culturale: Vie di Fuga.

All’interno dell’associazione ruvese si è occupata personalmente di corsi e per-corsi di poesia e benessere, grazie a cui ritrovare l’armonia con se stessi e imparare ad ascoltare il proprio io. Nello stesso anno ha collaborato, insieme ad altri poeti nazionali, alla realizzazione dell’antologia “Una Poesia per l’Abruzzo”, con il componimento poetico inedito “Sisma”.

Nel 2011 ha preso parte al progetto di Rocco Fodale, traducendo in vernacolo ruvese e coratino i componimenti poetici patriottici, in occasione del 150° Anniversario
dell’Unità d’Italia.

Una vera risorsa che ha permesso all’associazione ruvese di avviare corsi inediti sul nostro territorio. È stato grazie all’esperienza maturata nell’ambito  dell’associazione ruvese, che la scrittrice Paganelli ha deciso di venir fuori e farsi conoscere anche dai suoi concittadini.

Come scrittrice e poetessa, si sente più legata al territorio ruvese o a quello coratino?
«Senza dubbio, sono profondamente legata al territorio ruvese. Sento Ruvo come la culla del mio poetare. Sono stata sempre molto gelosa delle mie espressioni
animistiche tradotte in scrittura. Vie di Fuga, attraverso il suo rendermi protagonista, mi ha dato il coraggio e la giusta motivazione per venir fuori».

Cosa l’ha spinta a scrivere? Perché questa forma d’arte e non una delle tante altre?
«Perché da sempre amo le parole “belle”. Siamo abituati a pensare le parole come qualcosa di impalabile, cioè senza consistenza reale. Ne spendiamo tante, con leggerezza, oggi più che mai, e ne tacciamo molte altre. Eppure è nell’esperienza comune constatare come una parola possa cambiare uno stato d’animo. …Parole che curano, che in qualche modo rendono tangibili e fissate nel tempo le nostre emozioni. Rileggerle significa riviverle».

Quindi per lei le parole più belle sono..?
«Sono le parole taciute, quelle che non diciamo».

Un progetto per il futuro?
«Scoprire persone che tacciono parole belle e aiutarle a trovare la strada per portarle fuori, ritrovando l’armonia con se stessi. Perché chi non ha il coraggio di far venir fuori queste parole, soffre. Quel loro tacere è nocivo. Io voglio un parlare terapeutico. Questo è il fine dei miei corsi all’interno dell’associazione».

Continuerà a promuovere questi corsi nell’associazione anche ora che ha iniziato ad emergere come poetessa?
«Certo che sì. I nuovi per-corsi dei Movimenti dell’Anima inizieranno il prossimo settembre».

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