Marcia delle donne, il racconto di un ruvese in America

Donald Trump sta già facendo molto parlare di sè. Tony Fiore ci spiega cosa è accaduto: «E’ un Presidente che inizia il suo mandato con un record in ribasso di consenso popolare»
Nei giorni scorsi non si è parlato d’altro. La marcia delle donne a Washington per manifestare contro Trump ha scatenato una vera ondata mediatica che ha coinvolto anche il resto del mondo. Non solo 161 città americane quindi. Un esempio è l’Italia, dove a Roma, Milano e Firenze migliaia di donne hanno voluto contribuire in modo solidale a questa causa.
Al di là delle diverse posizioni, l’evento sarà probabilmente ricordato nella storia. Già dalla sua elezione, e poi subito dopo il suo insediamento, Trump è riuscito a scatenare contro la sua persona e la sua politica migliaia di persone.
Abbiamo ascoltato la nostra voce ruvese in America, Tony Fiore, che ci ha fatto rivivere in prima persona quei giorni. Ci racconta che anche lui avrebbe partecipato, se solo gli imprevisti dell’ultimo minuto non lo avessero bloccato. «Non so ben dirvi da quando è partito tutto questo fenomeno – ci spiega – però so solo che nelle ultime due settimane non si parlava d’altro qui. Ha influito molto in questo caso il passaparola su ogni tipo di social network».
Toni abita nella zona vicino Washington, quindi ha sentito maggiormente il peso di tutto ciò che stava accadendo intorno. Ci racconta che la manifestazione maggiormente degna di nota è stata proprio nella capitale, ma in molte città importanti si è marciato per solidarietà. Esattamente 750mila persone a Los Angeles, 500mila a New York e Washington DC, 250mila a Chicago. Persino Scotland’s Isle of Eigg, che ha solo 81 abitanti, ne ha visti marciare 22.
«Ho saputo – prosegue – che anche in Italia se n’è parlato molto. Credo quindi che le intenzioni mediatiche degli organizzatori siano andate a buon fine. È vero che Trump è stato eletto regolarmente, ma ha comunque perso il voto popolare. Soprattutto nelle grandi città non è risultato vincitore; è un Presidente che inizia il suo mandato con un record in ribasso di consenso popolare e penso che questi siano i principali motivi che abbiano contribuito a tutto ciò che poi si è venuto a creare».
E per il futuro? «Credo che in futuro ci saranno sicuramente proteste e manifestazioni simili, ma dubito che si possa degenerare in una rivolta popolare o in disordini come al G8 di Genova».
Effetti del giorno dopo
«Sicuramente in molti hanno sottolineato la grande partecipazione. Sono state molto apprezzate le partecipazioni di star come ad esempio Scarlett Johansson; ma il maggior punto è segnato con la partecipazione in massa di donne da tutti gli Usa. È stata anche sottolineata la differenza con l’inauguration day, in cui alcuni black bloc avevano provato a innescare disordini. Il pacifismo alla fine è sempre apprezzato».
Tony non c’era, ma una sua amica, Maddalena Simone, ha partecipato in prima persona alla marcia. «La marcia è stata molto bella – ci racconta -, ben vissuta da molti. La prima cosa che ho notato è che non ero mai stata in mezzo a così tante donne nella mia vita credo. C’erano anche molti uomini, ma erano decisamente in minoranza».
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