«Ma a noi i soldi non ci sono ancora stati restituiti»
Dalla denuncia del ruvese Angelo Summo con suo zio diversamente abile partì l’inchiesta che ha portato all’arresto del titolare della concessionaria “Dinauto”.
Tra le persone rimaste nella vana attesa dell’auto acquistata dal concessionario molfettese, Pietro Sorrenti, titolare della “Dinauto”, come s’è più volte detto, c’erano anche alcuni ruvesi. Tra questi, Angelo Summo, e suo zio, diversamente abile, Rocco.
A Settembre avevano dato un primo acconto di 200 euro, poi a dicembre il concessionario contattò Angelo e suo zio e chiese il saldo dell’auto per poterla immatricolare nell’immediato. Costo complessivo dell’auto: 9.400 euro
«Se non abbiamo indietro i nostri soldi -ci aveva racontato Angelo, più di un mese fa- non possiamo acquistare un’altra auto che serve per le esigenze di trasporto di mio zio. Tra l’altro ho sentito dire in giro che non siamo stati gli unici ad aver pagato l’auto senza mai riceverla». Contattato “Striscia la Notizia” noto tg Satirico di Canale5, iniziano ad agitarsi le acque, fino all’arresto del truffatore.
Del denaro però ancora nessuna traccia. Di soldi non se ne parla ancora, ma la speranza è che sia solo perchè bisogna seguire i soliti lunghi iter burocratici. Il problema continua ad esistere. C’è ancora la necessità di un’auto per il signor Rocco. Per quanto ancora Rocco e Angelo Summo continueranno ad attendere?
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