Luigi Martella va via, ma ha lasciato tanto a molti: ecco le testimonianze

A parlare sono tre personalità diverse tra loro ma allo stesso tempo legate tutte da un ricordo piacevole riguardo il Vescovo defunto: Vito Nicola Ottombrini, Livio Minafra e Nicola Girasoli non nascondono la loro manifesta malinconia
Monsignor Martella defunto. Ancora in molti non credono a questa notizia così sconvolgente, che è arrivata da un momento all’altro senza che nessuno se lo aspettasse. Una notizia che porta in sé tanti interrogativi, ma che ha dato modo a molti di ricordare il Vescovo in tutta la sua positività, al contrario dei commenti che molti stanno lasciando in questi giorni.
Alcuni tra le personalità più diverse ed eminenti del paese hanno voluto dire la propria parola in ricordo di Martella.
Di seguito proponiamo la dichiarazione del sindaco Ottombrini, che riecheggia avvenimenti passati:
«Abbiamo appreso con viva emozione della improvvisa e dolorosa scomparsa di S.E.Mons. Luigi Martella.
La comunità di Ruvo perde un riferimento morale e spirituale di altissimo valore: Don Gino, come ancora per l’ultima volta mi piace chiamarlo, ha guidato la nostra diocesi con amore e dedizione per quindici anni.
Nel 2001, il giorno del Suo insediamento come Vescovo, fui proprio io, in qualità di Vicesindaco, ad avere l’onore di accoglierlo personalmente nella nostra città; in questi ultimi quattro anni, in qualità di Sindaco, ho avuto modo di incontrarlo spesso in diverse occasioni pubbliche, celebrazioni eucaristiche ed eventi culturali, spesso ci siamo trovati a collaborare, ognuno per il suo ruolo, nell’interesse della comunità ruvese, in particolare della parte più debole del paese.
Egli ha saputo esercitare la sua missione pastorale con grande umanità e con la massima attenzione per quanti vivono in condizioni di disagio, e per questo sono certo che la sua opera e i suoi insegnamenti lasceranno un segno indelebile nella coscienza di tutti noi che lo abbiamo conosciuto.
Ai familiari e a tutta la comunità ecclesiastica esprimo il cordoglio mio e di tutta l’Amministrazione e la gratitudine di un’intera città».
Anche il noto musicista Livio Minafra ha voluto ricordare Monsignor Martella. E ripropone un ricordo che lega la sua vita attuale ad un grosso aiuto dato proprio dal Vescovo:
«Avevo undici anni. Era il 1993 e Ruvo era tappezzata di manifesti mortuari, anche dove di solito ci sono i manifesti dei concerti. Moriva Don Tonino Bello e portava con sè la sua viscerale disperazione nel credere in un mondo diverso.
Poi Don Donato Negro, in seguito trasferito.
Poi Don Luigi Martella.
Personalmente ho un buon episodio da raccontare. Fu lui infatti nel 2009 a trovare una vecchia cartaccia ingiallita che mi consentì di sposarmi in Chiesa. Io senza alcun sacramento, non ateo né agnostico, non di altre religioni ma nemmeno voglioso di prenderli i sacramenti. Cristiano a modo mio. Lui capì e trovo il documento che mi consentì di accedere in un luogo comunque di Energia quale quasi ogni Chiesa è. Per curiosità il documento recitava: matrimonio tra cristiano e non battezzato.
Ero felice; potei posarmi ed ebbi modo di ringraziarlo quando in occasione di un concerto trovai il vescovo in aereo e lo ringraziai personalmente. Una volta tanto mi ero sentito accettato così com’ero dalla chiesa.
E’ di questi ultimi giorni invece, e nessun giornale ha il coraggio di dirlo oggi ma lo ha fatto ben bene fino a qualche tempo fa, solo perchè è morto, dell’iscrizione del registro degli indagati per lo scandalo della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie.
In un attimo sputtanato, alla gogna. Se c’è un indagine non si può arrivare a distruggere la vita di qualcuno. In caso di condanna invece è giusto darne notizia e prendersi le proprie responsabilità.
Stamattina, leggendo, dopo la sorpresa, ho avuto chiare queste parole: il suo cuore non ha retto; infarto.
Infarto perchè era un onesto e non ce l’ha fatta allo scandalo?
Infarto perchè si son scoperti i vermi sotto il pietrone e tutt’una vita viene in un attimo sconvolta?
Per ora non lo sapremo prima che le indagini si concludano ma permettetemi di esprimere un sentiento di humana pietas.
Buon viaggio Don Luigi»
E in ultimo, proponiamo qui di seguito la tristezza infinita di Nicola Girasoli, Nunzio Apostolico nella regione delle Antille, il quale ha riportato le ultime parole di un Monsignor Martella visibilmente stanco e provato dagli avvenimenti, desideroso soltanto di visitare dal vivo i Caraibi.
«Piango con tutta la Diocesi la morte improvvisa di S.E.R. Mons. Luigi Martella, nostro amato Vescovo. Porteremo per sempre nel nostro cuore i suoi insegnamenti e la sua esemplare dedizione pastorale alla Diocesi e al nostro popolo.
Sono tanti i ricordi che mi uniscono a Mons. Martella e che si rincorrono con affetto nel mio animo. Due eventi però sintetizzano la mia profonda e indimenticabile gratitudine: la sua visita a Buenos Aires nell’ottobre 2002 (quando ero Consigliere della Nunziatura) e la sua collaborazione nella preparazione della mia ordinazione episcopale dell’11 marzo del 2006.
Riporto le sue ultime parole inviatemi in risposta al messaggio per la sua ricorrenza onomastica (21 giugno 2015): “cerco di immaginare la bellezza della Regione dei Caraibi, ma so che ogni immaginazione è al di qua della realtà. Mi piacerebbe vederli da vicino… chissà…”
Dal Regno Eterno di luce infinita Mons. Martella continuerà a pregare per tutti noi e per le necessità pastorali della nostra amata Diocesi. Riposi in pace»
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