Luciano Baglioni: grazie Ruvo
Da Luciano Baglioni, che col collega Pietro Costanza risalirono ai criminali della Uno Bianca e ne consentirono la cattura, parole di ringraziamento e di saluto alla città di Ruvo di Puglia e all’A.N.
Quando ricevetti l’invito dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Ruvo di Puglia, l’ho accettato di buon grado, convinto di partecipare ad una commemorazione come tante se ne vedono e a cui a volte si partecipa tanto per far presenza. Ma già nel momento in cui io e mia moglie Marina siamo giunti al casello autostradale di Molfetta e vi abbiamo trovato alcuni appartenenti all’Associazione, ci siamo resi conto che così non era.
La visita alla sede dell’A.N.C. “Dino Stasi” poi, inserita in splendidi locali di indubbio rilievo architettonico, l’incontro con il suo Presidente Dr. Roberto D’Ingeo, con l’addetto stampa Dr. Salvatore Bernocco, e con alcuni dei suoi collaboratori, giovani e volenterosi ragazzi con spiccato senso del dovere e particolare attaccamento all’Arma dei Carabinieri, ci ha fatto ancor più comprendere quale ragguardevole organizzazione avesse fatto tutto ciò. L’incontro con papà Stasi e Michele Stasi ha infine coronato quella splendida cornice.
Dopo un lungo e rigido inverno prolungatosi sino alla primavera inoltrata, la splendida mattinata di domenica 10 maggio 2009 ha fatto sicuramente da cornice alla toccante cerimonia di commemorazione e di benedizione del Tricolore concesso dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, alla sede dell’Associazione Carabinieri di Ruvo.
Cerimonia svoltasi all’interno del chiostro del magnifico ex convento dei Domenicani, in cui hanno trovato posto il picchetto d’onore dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato e le massime Autorità della Regione Puglia, tra cui il Generale Aldo Visone ed il Questore Dr. Giorgio Manari. Scenario artisticamente completato da un efficientissimo coro e da una funzione religiosa in cui ha fatto spicco l’omelia di Don Giuseppe Pischetti che, con toccanti e confortanti parole, ha emozionato l’intera platea, compresa la famiglia Stasi, alla quale si è rivolto con commoventi parole di conforto.
La mia presenza su quel palco, tra le massime autorità della Regione, davanti ad un folto pubblico di cittadini ruvesi, che mai mi sarei immaginato di trovare, e soprattutto tra tutte quelle uniformi ed alte cariche dell’Arma dei Carabinieri, ha generato in me una profonda commozione, ancor più sentita per l’attenzione prestatami dai genitori di Dino Stasi nei cui occhi, straripanti di lacrime, intravedevo l’immagine di quel ragazzo, loro figlio, barbaramente ucciso in una serata primaverile di quel lontano 1988 a soli 22 anni, mentre, con il collega Erriu, svolgeva il proprio lavoro al servizio della cittadinanza. Dino, un giovane Carabiniere caduto nell’espletamento del dovere, mentre già si vedeva tra le braccia della madre e dei suoi cari che l’indomani avrebbe raggiunto in quel gioioso e solare paese pugliese.
Ho cercato con le mie parole di portare conforto a quei genitori che ancor oggi non trovano pace per l’assurda e tragica morte del loro amato figlio. Ho cercato di far capire loro quale fosse la mia difficoltà a guardarli negli occhi essendo io un appartenente alla Polizia di Stato. La loro forza, il loro carisma, mi hanno però dato coraggio, riuscendo così a portare la mia testimonianza relativa ad una vicenda così assurda e drammatica.
Una grande gioia, da me mai provata prima, per la non comune accoglienza che la città di Ruvo mi ha riservato.
L’aver avuto la possibilità di conoscere la famiglia Stasi, soprattutto la mamma ed il papà di Dino, mi ha fatto capire quanta bontà c’era in quel ragazzo, la cui vita è stata barbaramente abbattuta nel fiore della propria giovinezza, stroncando in un batter d’occhio i suoi sani e profondi ideali.
Mi ritengo indubbiamente fortunato per aver conosciuto tanti ragazzi che, con incontrastato amore per il prossimo e uno spiccato attaccamento all’Arma dei Carabinieri, hanno caparbiamente voluto e fondato a Ruvo di Puglia, un ridente paesino immerso in una giungla di ulivi a pochi chilometri dal mare, l’Associazione Carabinieri che, oltre a portare lustro all’Arma, dona sicuramente lustro alla cittadinanza tutta. Il suo Presidente Dr. Roberto D’Ingeo, l’addetto stampa Dr. Salvatore Bernocco , gli associati, gli appartenenti ed ex appartenenti all’Arma ed in ultimo, ma non certo per ultime, le loro famiglie e le loro mogli, che indubbiamente svolgono un ruolo determinante all’interno dell’Associazione, hanno saputo imprimere ad essa uno straordinario tocco di umanità e di amorevolezza che trasmettono all’intera cittadinanza di Ruvo, dove si respira un’aria di pace e serenità.
I Ruvesi, una straordinaria ed ospitale popolazione che mi ha accolto con particolare affetto ed insignito come un eroe. Appellativo nel quale non mi riconosco affatto, essendo io un semplice appartenente alla Polizia di Stato che ha svolto il proprio lavoro con costanza e determinazione, secondo i principi per cui tanti anni fa mi sono arruolato.
Non finirò mai di ringraziare quella cittadina, l’Associazione Nazionale Carabinieri e l’Arma dei Carabinieri che per un giorno mi ha fatto orgogliosamente sentire uno di loro. Così come non dimenticherò mai la famiglia Stasi, che mi ha dato la possibilità e la gioia di poter conoscere e stringere a me quei meravigliosi genitori.
Grazie, grazie di cuore a tutti.
*Sostituto Commissario della Polizia di Stato
Luciano Baglioni
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