“Luci e suoni d’artista”, è scontro tra Sindaco e opposizione

I consiglieri di minoranza mostrano in un manifesto l’esistenza di due diverse convenzioni per il progetto, composto da elementi non originali. Chieco li definisce «zavorra di Ruvo» e parla di «chiacchier vacant»
Nonostante le feste siano finite ormai da tempo, il progetto “Luci e suoni d’artista” continua a far parlare di sè. Stavolta per una dura polemica che contrappone il sindaco Pasquale Chieco, promotore dell’iniziativa insieme alla sua Amministrazione, e l’opposizione di centrodestra. Una guerra combattuta principalmente a suon di affissioni pubbliche e post al vetriolo su facebook.
Sono due le cose che la minoranza – compatta – contesta. Innanzitutto l’esistenza di una doppia convenzione con il direttore artistico Vittorio Palumbo: la prima allegata alla relativa delibera («in cui parla di ideazione») e pubblicata in albo pretorio, la seconda effettivamente firmata dalle parti, con alcune differenze. Queste ultime sono ben evidenziate e sottolineate in rosso nei manifesti comparsi sabato in diversi punti della città, dopo che l’ordine del giorno sull’argomento presentato in Consiglio comunale non aveva ottenuto risposte soddisfacenti.
«Tutto avrei immaginato salvo che la nostra opposizione zavorra arrivasse a contestare “Luci e suoni d’artista”, ovvero una delle cose più belle successe a Ruvo negli ultimi anni», è il commento social del Primo cittadino, secondo cui «il manifesto è uno sfregio alla città, un’offesa alle centinaia di cittadini che hanno costruito le luci».
Poi, in un altro post, taglia corto sulla questione definendola «chiacchier vacant. La convenzione valida è ovviamente quella sottoscritta, l’altra è stata allegata in delibera per mero errore materiale», spiega, precisando che «le differenze tra le due sono irrilevanti, mentre resta fondamentale che il maestro Palumbo ha lavorato gratis per la città».
Il secondo appunto della minoranza riguarda però proprio l’originalità di questo lavoro, il quale non sarebbe altro che una riproposizione di cose realizzate per altri eventi. La barca di piazza Matteotti era già stata esposta a Bari nel 2015 in occasione del World press photo, gli uccelli luminosi allestiti in via Piccinni, sempre nel capoluogo, addirittura nel 2008, e gli strumenti musicali a San Vito dei Normanni in occasione del Brindisi pop fest del 2016.
«Il progetto è stato prospettato ai ruvesi come un’innovazione e come qualcosa di inedito. Siamo stati presi in giro», scrivono i sei consiglieri.
«Come un musicista che esegue il suo più grande successo, il maestro Palumbo ha regalato a Ruvo alcuni dei pezzi più famosi e apprezzati del suo repertorio – risponde Chieco -, con grande generosità ha lasciato che centinaia di mani li facessero propri innescando e curando un percorso di condivisione, creando relazioni, costruendo comunità. “Luci e suoni d’artista” è stato un grande successo di pubblico, un’azione di innovazione culturale e sociale, grazie a questa manifestazione si è parlato di Ruvo ben oltre i confini pugliesi. E oggi mi tocca leggere queste cose insulse».
«Nessuno ha mai detto che le luci d’artista fossero brutte o che non si apprezzasse il progetto», rassicurano dall’opposizione, invitando il sindaco allo “Stai sereno” di renziana memoria. «Ciononostante – proseguono – sfidiamo a trovare video o comunicati dell’Amministrazione, sebbene ne siano stati fatti e diffusi tanti, nei quali si sia mai detto che le “magiche opere” fossero una pedissequa riproposizione».
E lo ammoniscono: «Abbia rispetto della zavorra, anche perchè aiuta le barche a non affondare, stabilizzandone assetto ed equilibrio. Siamo consci del fatto che ci avrebbe voluto muti, sordi e ciechi. Ma le è andata male».
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