Luca Mazzone, le medaglie e il rientro a casa. Pronto per nuove sfide

Luca Mazzone
Il campione paralimpico ha fatto incetta di medaglie
Un po’ ce lo aspettavamo. Sapevamo di cosa Luca Mazzone fosse capace. Eravamo certi che sarebbe tornato dalle Paralimpiadi di Parigi con un carico di medaglie perché, da campione qual è, ci ha da sempre abituati alle vittorie.
Ogni medaglia, però, per Luca Mazzone è un nuovo punto di partenza. Non sarà difficile incontrarlo mentre si allena sulla sua handbike, sulle colline del nostro territorio. Non ha intenzione di fermarsi, lui che nello sport ha trovato una importante motivazione per superare le difficoltà che la vita gli ha messo dinanzi.
Lui, il portabandiera; il simbolo dell’Italia che sa ripartire e vincere anche quando ci sono avversari più giovani e altrettanto desiderosi di conquistare una medaglia. Luca non si è posto limiti e ha ripagato tutti i sacrifici e le rinunce affrontate per forgiare il suo corpo e la sua mente, raggiungendo le vette più alte anche in questa edizione dei giochi paralimpici.
Sei paralimpiadi per lui; undici medaglie di cui tre nei giochi di Parigi, l’ultima delle quali nella staffetta mista insieme a Federico Mestroni e Mirko Testa. Probabilmente la medaglia che ha dato maggiori soddisfazioni perché il frutto di un sacrificio condiviso con i compagni di squadra.
Da Terlizzi sul tetto del mondo. «Ho realizzato di essere davvero il portabandiera soltanto quando il presidente Mattarella mi ha salutato» ha raccontato ai microfoni del Tg3.
A 53 anni, Luca Mazzone ha dimostrato che il tempo che passa e i limiti del corpo non sono un problema insormontabile quando c’è la voglia di vincere.
Il braciere delle Paralimpiadi di Parigi 2024 è spento ma il significato delle medaglie che Luca Mazzone ha portato a casa rimane più che mai acceso. Lo ricorda il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Puglia, Antonio Giampietro, che ammonisce: «Gli atleti con disabilità non sono ‘eroi speciali’, ma veri sportivi. Questi atleti, oltre a dimostrare forza, passione e determinazione, affrontano sfide ulteriori legate alla loro condizione. È proprio la loro capacità di superare tali ostacoli che li rende un esempio autentico per tutti, senza ricorrere a retoriche o atteggiamenti pietistici».
«Ogni successo di questi atleti non rappresenta solo un traguardo sportivo, ma incarna uno straordinario spirito di perseveranza e dedizione» aggiunge, ricordando come tutti gli atleti che hanno partecipato ai giochi «sono il simbolo di un cambiamento sociale che si deve fare concreto, in cui lo sport diventa strumento di inclusione e riconoscimento del valore umano, indipendentemente dalle condizioni di disabilità».
«Il loro successo a Parigi 2024 – rileva Giampietro ci ricorda che lo sport paralimpico è una realtà che esprime valori universali e coinvolge tutti. I risultati ottenuti dai nostri atleti ci invitano a riflettere su quanto sia fondamentale continuare a sostenere e promuovere, anche con azioni decise e specifiche, lo ‘sport per tutte e tutti’».
E conclude: «Non si può che essere fieri di questi atleti, che incarnano non solo l’eccellenza sportiva, ma anche un esempio di inclusione, coraggio e speranza. Con ogni gara e ogni medaglia, hanno dato voce a chi spesso resta nell’ombra, mostrando che lo sport appartiene a tutti e che ogni trionfo, grande o piccolo, ha un valore inestimabile. A loro va il nostro più caloroso plauso, per averci insegnato che con impegno e determinazione è possibile sondare e superare i propri limiti, diventando esempi di forza, speranza e ispirazione per tutti coloro che vivono difficoltà».
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