Luca Crispino: «Il Partito Democratico anche per rilanciare l’Amministrazione»

Grazia Ippedico

Intervista all’Assessore comunale impegnato in prima linea per la nascita del nuovo soggetto politico.

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Il 14 ottobre in tutta Italia si voterà per le Primarie del Partito Democratico e Ruvo non si esimerà dall’essere in prima linea. Per comprendere e capire meglio il Partito Democratico, la sua formazione, i cambiamenti che porterà nella politica Italiana, parliamo con l’assessore Luca Crispino.

Il 14 ottobre si vota per le Primarie del Partito Democratico. Cosa significa questo per i cittadini italiani? E perché è tanto importante esserci?
Il 14 ottobre si consumerà un evento straordinario per la democrazia del nostro Paese, un evento la cui straordinarietà, forse, non è percepita dalla maggior parte dei cittadini italiani: per la prima volta nella storia la fondazione di un nuovo partito sarà affidata ad un libero voto democratico. Tutti i cittadini che lo vorranno potranno, esprimendo il proprio voto, eleggere l’Assemblea Costituente del Partito Democratico e scegliere il Segretario nazionale e i Segretari regionali che lo dovranno guidare.
Le ragioni per esserci il 14 di ottobre sono tante, in primo luogo il Partito Democratico propone un progetto di unità che superi la frammentazione di partiti e “partitini” spesso dettate più da “volersi contare” dei singoli protagonisti che da una reale diversità di proposta politica. Il progetto è ambizioso e si propone di unire le diverse culture riformiste e progressiste al fine imporre una discussione tra valori e principi diversi al fine di trovare soluzioni condivise e concrete ai problemi del Paese.

Quali sono gli obbiettivi e le aspettative che ha il PD?
Il primo obbiettivo ridurre le tante conflittualità del nostro tempo prima fra tutte la frattura generazionale ridando ai giovani quelle speranze per il proprio futuro che oggi sono negate dall’incertezza del precariato, dall’incertezza su futuro previdenziale, dall’incertezza di uno stato sociale fondato su capisaldi superati dall’evoluzione sociale ed economica. Un primo atto concreto far contare i giovani e i giovanissimi anche per questo è stato aperto il voto a tutti coloro che hanno compiuto 16 anni.
Un altro segnale di novità è il chiaro intendimento di invertire la tendenza particolarmente marcata nel nostro paese che tende ad escludere le donne dalla partecipazione attiva alla vita democratica e delle istituzioni. Il Partito Democratico vuole restituire alle donne il posto che spetta loro nella società e per questo il 50% non solo delle liste ma dell’Assemblea costituente eletta sarà costituito da donne.

Per coloro che sono “affezionati” alla propria appartenenza, parlo dei veterani dei partiti e “partitini”, non c’è il rischio di perdere la propria identità?
Chi aderisce al Partito Democratico decide di mettersi in gioco non già rinnegando la propria storia ma portando la propria esperienza in un confronto più ampio. La scommessa è che il Partito Democratico non sia la sommatoria di alcune formazioni politiche che si fondono, ma che sia una cosa nuova in grado di liberare energie finora mortificate, creare l’opportunità della partecipazione, valorizzare chi ha talento e chi ha voglia di mettersi in gioco scommettendo sulla propria capacità.

Quindi il Partito Democratico a Ruvo. Come cambierà il panorama politico della nostra città?
Il partito democratico potrà essere, a mio avviso, un importante strumento per rilanciare l’attività amministrativa nel nostro Comune. Almeno il 50% dei Consiglieri comunali dovrebbe aderire – per quanto mi consta- al nuovo progetto politico il che significa superare particolarismi, distinguo e divisioni di appartenenza per concentrare ancora di più gli sforzi nella discussione sugli strumenti per l’attuazione del programma Amministrativo. Sono convinto che il PD sarà una opportunità per l’intera comunità Ruvese.

Tante liste, tanti candidati, questo non disorienterà l’elettore che il 14 ottobre si recherà alle urne?
L’obbiettivo prioritario è andare a votare per testimoniare la voglia di esercitare un’opportunità di democrazia, il partito democratico è una risposta strutturata all’antipolitica. Mi auguro che molti di coloro i quali chiedono giustamente più spirito di servizio ai nostri politici non rinunceranno a testimoniare la propria voglia di esserci indipendentemente dalla lista che voteranno.
Io sostengo la lista Uniti con Veltroni per al Costituente Nazionale e la lista Uniti con Emiliano per la Costituente Regionale. Per due ordini di ragione. La prima è che credo che sia Veltroni che Emiliano per la loro storia e per le loro idee incarnino bene un progetto del Partito Democratico aperto e in grado di farsi interprete dei mutamenti sociali avvenuti negli ultimi 20 anni in ambito locale e nazionale. La seconda è perché queste liste hanno voluto sperimentare fin d’ora la “contaminazione” tra riformismo laico e cattolico. 

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