Lost Tapes, la ricerca di Livio Minafra continua con Enzo e Dominic Sgarra

La Redazione

​I Maestri Enzo e Mimmo Sgarra, di Ruvo di Puglia, furono allievi degli Amenduni alla Scuola di Musica comunale. A loro è dedicato il volume n.9 del progetto “Lost Tapes”, che mira a valorizzare la memoria di jazzisti ruvesi

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Incessante la ricerca del musicista Livio Minafra sulla ricostruzione sonora dei migliori musicisti del dopoguerra, provenienti da Ruvo di Puglia. Andando oltre il racconto e la raccolta di foto, l'intento del musicista è quello di trovare vecchie cassette e nastri per riascoltare questi musicisti del passato, troppo rapidamente dimenticati. E ogni volta i comuni denominatori sono il dopoguerra e la storica Scuola di Musica di Ruvo di Puglia, diretta dai Maestri Amenduni. 

Ed ecco che in questa ricostruzione di un mosaico ritenuto impossibile, dopo Enzo Lorusso, Santino Dirella, Nunzio Iurilli, Menghino Saulle, Filippo Pellicani e Franco Sette “Celluz”, è la volta di Enzo e Dominic (o Mimmo) Sgarra: a loro è dedicato il volume n. 9 della collana Lost Tapes (Angapp Music). Le loro composizioni possono ascoltate su Spotify, Youtube e su tutte le piattaforme digitali. Il link da cui ascoltare il volume è: https://linkfy.li/lt9sgarra.

La storia di Enzo e Dominic Sgarra

I fratelli Vincenzo Sgarra (detto Enzo) e Domenico Sgarra (detto Mimmo ma in arte Dominic), nati rispettivamente il 2 maggio 1940 e il 2 marzo 1946 a Ruvo di Puglia, frequentarono ben presto la Scuola di Musica Comunale locale, allora guidata dal M° Alessandro Amenduni. Chiunque, con una semplice “domandina” al Sindaco, poteva gratuitamente frequentare questa scuola di musica e di nnda, nella quale per decenni si sono formati molti musicisti. La formazione musicale dagli Amenduni era rigorosa e classica: ma molti allievi, parallelamente e talvolta di nascosto, facevano anche musica leggera, serate e si esibivano ai matrimoni.
La storia di Dominic parte dal sorriso di una ragazzina che lo colpì durante una festa nuziale, in cui egli si trovò solo per sentire il complesso musicale, guidato dallo zio Rocco. Improvvisamente Mimmo chiese di cantare, pur non avendolo mai fatto in pubblico, e intonò Luna caprese e poi ancora una serie di canzoni. Tutto per far colpo sulla piccola. La storia con la ragazzina non nacque mai ma in Mimmo prese corpo un’inaspettata consapevolezza della musica. In realtà Mimmo fu apprezzato anche da Enzo Lorusso – del cui gruppo “I Dinamici” sarà cantante più avanti nel 1965 – il quale notò la sua musicalità mentre piccolino suonava una sedia durante le prove del complesso di suo Zio Rocco. Fu così che Lorusso convinse i genitori di Mimmo a iscriverlo alla Scuola di Musica.
Enzo, invece, che era stato avviato da Amenduni alla tromba, esordì grazie alla chiamata di Filippo Pellicani, valente sassofonista jazz di Ruvo di Puglia, che lo chiamò a Milano a prender parte del gruppo di Gianni Quin Jolly. Era il 1961.
Fatto sta che ben presto i fratelli presero il largo. Se da una parte Enzo, dopo Quin Jolly, fu contattato da Renzo Bado e poi Fred Bongusto, Franco Califano e Bruno Martino, per citarne alcuni; Mimmo, dall’altra, fu dapprima notato dall’impresario locale Giovanni Laforgia e poi dall’impresario internazionale Piero Bentivoglio, che lo inviò a Istanbula cantare in un complesso e poi alla corte del pianista e band-leader Reddy Bobbio in un lungo tour in Medio Oriente. Per tutti gli anni Sessanta e gli inizi dei Settanta, i fratelli esercitarono la professione separatamente, poi, per volere della loro mamma, si riunirono. Le registrazioni recuperate e restaurate da Livio Minafra lo testimoniano, con audio dal 1975 al 1980. Insieme gli Sgarra suonarono e girarono per Messico, Usa, Bahrein, Abu Dhabi, Emirati Arabi, Alaska, Canada, Svizzera, Germania, Italia, Gran Bretagna, Medio Oriente, etc. Li troviamo sempre in complessi in cui ogni musicista è polistrumentista. L’effetto orchestra ottenuto da pochi elementi, oltre al loro professionismo indiscusso, era tra le virtù delle loro formazioni. Enzo, infatti, alternava alla tromba flicorno, trombone, flauto, chitarra, pianoforte e naturalmente la voce per i coretti. Mimmo, invece, oltre a cantare imbracciava il basso elettrico.
I repertori erano internazionali, sovente al passo con le hit parade ma ciò che sono rilevanti, oltre alla qualità esecutiva, sono gli arrangiamenti freschi e personali degli Sgarra, da Dimmi quando tu verrai a Moliendo Café, dai Bee Gees a Dune Buggy. Dopo gli anni Novanta, tornano definitivamente in Italia dove oggi risiedono.

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Commenti

  • Daniela Testini (utente non verificato)

    Enzo Lorusso era mio zio, nn l’ho mai conosciuto. È mancato troppo presto, nn ero ancora nata. Sono orgogliosa di lui. Ciao zio, chissà se un giorno ci incontreremo !!!!❤️?