Lo sciopero e i sacchetti abbandonati. Le immagini

Elena Albanese

Come lo scorso 29 maggio, la comunicazione non è bastata e molti cittadini hanno conferito i rifiuti

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Anche questa volta la comunicazione, fatta con manifesti affissi in città e sulle pagine dei portali locali, non è bastata. Dopo i casi verificatisi lo scorso 30 maggio, l’annunciato sciopero nazionale odierno del comparto igiene ambientale e il conseguente invito a non esporre i rifiuti ieri sera evidentemente non erano noti ai più.

Lo dimostra l’ingente quantità di sacchetti di ogni colore, contenenti principalmente plastica, che si incontrano da questa mattina percorrendo le strade della città. Non è raro imbattersi in piccole o grandi cataste abbandonate nelle aiuole o davanti ai portoni delle case, ma anche in qualche busta che, spinta dal vento e dalla leggerezza del contenuto, invade le vie.

Molte anche le segnalazioni sdegnate dei lettori, che ci hanno scritto su facebook e attraverso whatsapp. Qualcuno fa mea culpa e scrive che «i primi incivili siamo noi!», mentre altri se la prendono con l’amministrazione comunale che non avrebbe previsto «un atto di precettazione» per il secondo sciopero, a poca distanza dal primo, che compromette «i servizi fondamentali».

La speranza è che questa sera, chiudendo un occhio rispetto all’umido da ritirare, gli operatori dell’Asipu raccolgano anche ciò che è stato indebitamente lasciato ieri.

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