Litorale marino, si accendono il riflettori anche a ferragosto

Tra il comuni interessati anche Ruvo per il depuratore e per il rilevante numero di bagnanti che popolano d'estate la costa bisceglie se. Il Movimento 5 Stelle incalza sulla questione investendo i sindaci.
«E’ questo il link della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in cui l’11/08/2014 è spuntato a sorpresa il bando di gara per l’aggiudicazione dell’appalto esecutivo dei lavori per la realizzazione della condotta sottomarina di scarico dei reflui urbani mal depurati dei 5 Comuni di Bisceglie, Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi presso l’istituenda Area Marina Protetta di Torre Calderina».
A renderlo noto è un comunicato diffuso dal Movimento 5 Stelle di Bisceglie che fa parte del coordinamento delle associazioni e movimenti di tutte le città che si battono contro la realizzazione dell’impianto.
«Come nella migliore tradizione italiana – si legge nella nota -, l’amara risoluzione delle Amministrazioni sorde e irresponsabili che si sono fatte promotrici del progetto di scarico concentrato in mare di 60.000 Tonnellate al giorno di reflui, arriva nella settimana di Ferragosto, quella delle vacanze obbligate e della calura che abbassa l’attenzione dei Cittadini a favore delle peggiori porcate rifilate dagli Enti Pubblici alla collettività».
«Siamo sconcertati e delusi, amareggiati e feriti – prosegue – da tanto menefreghismo: dopo due anni di incontri e confronti, sopralluoghi e denunce, proteste collettive e petizioni in corso… ora ci resta solo la sommossa popolare?! Noi non ci arrenderemo allo scarico indiscriminato di liquami e fogna non depurata in mare; noi non ci arrenderemo alla spesa di 24 milioni di euro pubblici per un tubo che danneggerà il fondale e il Posidoneto San Vito solo per nascondere lo scarico di fogna più grande per portata di tutta la Regione; noi non ci arrenderemo all’esecuzione di un progetto preliminare che non determina i reali costi ambientali della condotta sottomarina; noi non ci arrenderemo allo scarico in battigia di tutte le oltre 60.000 tonnellate al giorno di fogna inquinante nel caso di disservizio dell’impianto di pompaggio».
«I Cittadini attivisti – conclude la nota – consapevoli continueranno la loro battaglia coi mezzi e nei modi che riterranno più efficaci per difendere il loro territorio da coloro che a parole dicono di amare ma nei fatti sfruttano l’ambiente per intascare denaro e per darsi pubblica importanza e – senza nessuna intenzione a risolverne i problemi – danneggiando insieme il territorio e la comunità».
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