L’ITC “Tannoia”, la scuola delle competenze

Stage formativi per i suoi docenti che si attrezzano a certificare le competenze
Certificare le competenze: è questa la parola d’ordine delle Scuole superiori sulla nuova frontiera del cambiamento. E i voti? Quelli non scompaiono ma è il saper fare che dovrà essere valutato. Allora è la crisi delle conoscenze? Nemmeno questo è vero. Si tratta di riformulare la didattica per insegnare conoscenze in grado di essere applicate in contesti operativi. Una rivoluzione, al di là di quanto pensa chi –aggrappato alla propria rendita di posizione professionale- ritiene che non ci sia nulla di nuovo sotto il sole. Eppure è la stessa Unione Europea a imporre una certificazione delle competenze che renderà finalmente spendibili sul territorio dell’Unione i diplomi ottenuti al termine del percorso scolastico. Per i giovani una innovazione di grande importanza.
E già al termine dell’anno scolastico in corso la certificazione delle competenze accompagnerà la valutazione complessiva delle discipline per la prima classe del Biennio delle Superiori.
L’ITC “Tannoia” di Corato e Ruvo si sta da tempo attrezzando per corrispondere a tale esigenza. Un orizzonte vicino, al quale il dirigente del “Tannoia”, prof.ssa Caterina Montaruli, è rivolta da tempo. I suoi docenti sono infatti impegnati dall’inizio dell’anno scolastico in attività di formazione sul tema delle competenze, che si sono tradotte anche nella progettazione di concreti percorsi sotto la supervisione di un esperto quale il professor Mario Comoglio dell’Università Salesiana di Roma. A un primo stage tenuto a settembre, e dedicato alla progettazione per competenze, seguirà lunedì 24 gennaio dalle ore 16 alle 20.00 e martedì 25 gennaio dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00, nella sede dell’ ITC di Corato, un nuovo seminario con il prof. Comoglio volto ad approfondire la questione della valutazione delle competenze.
Questione complicata, considerato che a tutt’oggi il dibattito teorico non sembra aver acquisito una posizione univoca neppure sulla definizione di competenza, e che né in sede nazionale né in sede europea si è giunti a un accorso anche soltanto sul piano lessicale. Ai docenti, dunque, l’arduo compito di ragionare su di un concetto ancora elastico e, soprattutto, di farne il cardine della loro azione educativa e formativa.
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