“L’inno alla vita” di Giulio De Leo

La performance coreografica di danza e musica per Terre d’arte, della compagnia Menhir, che ha avuto luogo ieri sera, nell’agriturismo “Coppa” di Ruvo, alla presenza del sindaco Pasquale Chieco
“Inno alla vita” è la didascalica e profonda connotazione che Giulio De Leo ha voluto dare alla performance coreografica di danza e musica per Terre d’arte, della compagnia Menhir, che ha avuto luogo ieri sera, nel noto agriturismo “Coppa” di Ruvo di Puglia.
Dedicata all’immagine della spirale, il movimento principale della vita, dal Dna al movimento del corpo, la pittura danzante di “Gesto sospeso – Ulivi” ha affascinato il pubblico grazie ai vividi suoni acustici, delicati e sferzanti, di Pino Basile e alle fusioni danzanti di sei ragazze vestite di colori caldi e freddi, in armonia con le ancora immature, suggestioni autunnali.
Alla presenza ufficiale e appassionata di Pasquale Chieco, Giulio De Leo, con le giovani danzatrici Ilaria Davvanzo, Mimma Di Vittorio, Alfia Girone, Rosellina Goffredo, Erika Guastamacchia e Gabriella Todisco, ha voluto mettere in scena l’inconsueto astrattismo dei dipinti di Domenico Cantatore, per il progetto di Marina Peschetola e la consulenza scientifica di Orazio Lovino.
Gli “Ulivi” hanno «radici importanti», sottolinea De Leo che, ispirato dal movimento fluido dei corpi, ha inteso simulato il parto, la rinascita, l’esaltazione della vita in simbiosi con l’arte cromatica di Cantatore, i luoghi rupestri, gli odori murgiani.
I respiri delle mirabili danzatrici viaggiavano armoniosamente in un intreccio surreale con l’incalzante musica di Pino Basile; il vento, mescolato agli sguardi densi e mandorlati dei corpi sinuosi, ha prodotto un quadro virtuale, dalle radici profonde, sulla tela delle pietre e del verde degli alberi.
«Un lavoro creato due anni fa», quello della compagnia Menhir, che “Danza e teatro sui sentieri dell’Alta Murgia” ha voluto ripresentare, come un gioiello da tingere in un tempo circolare, nella spirale del divenire, nella molteplicità delle forme artistiche, protetta dalla culla del territorio circostante e dai secolari ulivi, per nutrirci, ancora una volta, di “Bellezza” e immaginazione.
Commenti
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Sei danzatrici,
sei donne,insieme ,
spirALATE,
il loro
un solo,unico respiro,
quello di un un Ulivo millenario..
E… danzano
al ritmo antico
del cuor che batte.








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