L’Emporio solidale dona 257 focacce a famiglie bisognose. I coordinatori: «In onore di don Bosco»

Le focacce sono state donate ieri. Don Giacomo Berardi: «Un gesto simbolico che ricorda i due miracoli del Santo. Di qui noi tastiamo il polso della povertà a Ruvo di Puglia, una città sofferente»

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Oggi è san Giovanni Bosco, uno dei Santi sociali torinesi, di coloro che si dedicarono ad attività filantropiche o a sostenere la necessità di riconoscere effettivamente dignità e diritti a chi viveva sulla soglia della marginalità e in povertà. 

Per onorare la figura del Santo pedagogo, l’Emporio Solidale “Legàmi” ha donato, ieri, a 257 famiglie ruvesi in disagio economico altrettante focacce, accompagnate da arance del Metaponto e un biglietto che riporta un messaggio di Don Bosco.

Il dono vuole ricordare i due miracoli della moltiplicazione dei pani e delle castagne operati dal Sacerdote di Castelnuovo d’Asti che accompagnava l’offerta di cibo e beni di prima necessità ai più bisognosi, in particolare ai ragazzi, con una parola buona e un sorriso.

Le focacce sono state preparate dal personale di “Tenuta Torre del Monte” con farina donata, in quantità notevoli, all’Emporio: due contributi da parte di privati all’azione di supporto che l’Emporio svolge a favore coloro che sono segnalati dai referenti della Caritas, presenti in ogni parrocchia, per versare in uno stato di precarietà economica.

«E sono sempre più in aumento – spiega don Giacomo Berardi, vicario della parrocchia di Santa Lucia, in via Oberdan, alle cui spalle sorge l’Emporio -, a causa della crisi economica determinata dalla pandemia da Covid-19. Di qui noi tastiamo il polso della povertà a Ruvo di Puglia, una città molto sofferente. E spesso non riusciamo a soddisfare le richieste di cibo e beni di prima necessità».

«Abbiamo fatto questo dono in occasione della Festa di Don Bosco a 257 famiglie – aggiunge Ana Nina Frunza Balan, una dei coordinatori dell’Emporio -. Un  numero elevato ma temiamo che questo non sia il dato reale: crediamo che i bisognosi siano in numero maggiore; che ci siano persone che tacciono sulla propria fragilità economica perché si trovano per la prima volta in queste condizioni e si sentono a disagio».

Intorno all’Emporio si è creata una rete solidale che coinvolge singoli, associazioni, imprese ed enti pubblici.

«Il prossimo obiettivo è realizzare un Market solidale – conclude Frunza Balan – ed è per questo che lanciamo un appello: chi può, doni uno scaffale in buone condizioni dove riporre il cibo e altri beni di prima necessità. Darebbe un aiuto veramente prezioso».

 

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