
L’eleganza delle ville padronali ottocentesche: Villa Melodia
L’eleganza delle ville padronali ottocentesche: Villa Melodia
Il raffinato spettacolo offerto da Villa Melodia merita di essere raccontato e fa decisamente passare in secondo piano la fatiscenza che purtroppo attanaglia questa splendida dimora estiva ottocentesca, ormai quasi completamente priva dei tetti e dei solai interni
Una melodia in immagini. Perdonerete la banalità dell’affermazione collegata al suo toponimo, ma il raffinato spettacolo offerto da Villa Melodia merita di essere raccontato e fa decisamente passare in secondo piano la fatiscenza che purtroppo attanaglia questa splendida dimora estiva ottocentesca, ormai quasi completamente priva dei tetti e dei solai interni.
Eretta dalla nobile famiglia di origini altamurane, essa divenne il luogo ricreativo prediletto del Barone Nicola (o Niccola) Melodia, già Deputato, Senatore e Ministro del Regno d’Italia, che qui, rifacendoci alle sue parole iscritte ad imperitura memoria nell’epigrafe lapidea:
“…ricreava nei riposi estivi
le possenti energie della mente e del cuore
alternando lo studio solitario
con le geniali cure campestri”
Geniali, quanta verità… e quanta attualità!
A lui, probabilmente, si deve anche il restauro, datato 1886, dell’annessa masseria, di origine seicentesca, attrezzata con tutto l’occorrente per una proficua attività bucolica e produttiva.
D’altronde siamo in una zona particolare, laddove l’agro tranese si incunea nei territori andriese e coratino, non lontani dalle transumanti reminiscenze del Tratturo Barletta-Grumo, che ormai ha abbandonato la Murgia vera e propria, e da lame che dall’altopiano fendono il terreno e corrono in direzione mare. La zona è quella di Santa Chiara e di Lama d’Oro: chissà che il nome non derivi proprio dalla fertilità della sua terra, dall’abbondanza di frutti e coltivazioni.
Di sicuro era una zona ricca, che ha lasciato tante importanti testimonianze storico-architettoniche da parte di nobili famiglie, le quali vi eleggevano la propria residenza estiva e sembra quasi facessero a gara per offrire il particolare più raffinato, la rifinitura più sfarzosa, l’orpello più pregiato.
Tra di esse i Gioia, gli Schinosa, i Beltrani di Trani e, appunto, i Melodia di Altamura.
La maestosa facciata tripartita, sormontata da un grande timpano e celata a stento da un rigoglioso parco di lecci, ai tempi delizioso esempio di giardino all’italiana, incastona la grazia della villa, dotata anche di due livelli sotterranei e di un sorprendente prospetto posteriore, con doppia struttura gemella che, volando con la fantasia (non prendetela in maniera letterale!), ricorda concettualmente il prospetto di Via del Corso da Piazza del Popolo a Roma e che include anche un’affrescata cappella privata, ornata persino di cupola interna.
Che dire, una bellezza ed un fascino che si stanno purtroppo rapidamente perdendo. Non resta che concludere con il vivo augurio che un simile bene culturale vada, se non recuperato, almeno non lasciato ulteriormente deperire, in modo da continuare a vivere questa melodia in immagini.
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